Zen e haiku


Lo Zen è la via che ci ricollega all’Universo
(Kodo Sawaki Roshi)

Un uomo chiese ad un maestro:
“qual è la porta per entrare nello Zen”.
“Lo senti il mormorio del ruscello?”
“Si”
“Quella è la porta”, rispose il Maestro.

L’uomo allora si sedette in silenzio, ascoltò lungamente il ruscello, si fece vuoto, dopodiché si unì a lui scrivendo il suo primo zen haiku:

Un ruscello e il suo rumore
Scorro con l’acqua
Tra pietre e trasparenze

Cosa ci insegna questa storia?
Che la piena consapevolezza viene dallo zen e che il vero zen deriva  dalla pratica meditativa, che porta alla sperimentazione, quindi alla comprensione esperienziale dell’essenza della realtà, che è fatta di vuoto, unicità ed impermanenza e che, infine, una buona poesia è il risultato di questa consapevolezza acquisita.

Scrivere haiku diventa una pratica zen, nel momento in cui l’atteggiamento mentale, sperimentato in zazen, viene portato nella quotidianità, per poi essere riversato su un pezzo di carta, ovvero ogni volta che la quotidianità ci tocca nel profondo.

Con questo atteggiamento, scrivere haiku diventa un’arte zen, ovvero una pratica di zen quotidiano.

Che scriviate haiku o sediate in zazen, lo zen è solo ed esclusivamente pratica.
Tutto il resto, ovvero qualsiasi cosa leggiate: libri, aforismi, storielle, haiku etc. è solo zen da tastiera.

Questo ci porta ad semplice conclusione: chi non pratica zazen non può comprendere fino in fondo cosa sia il vero zen.

C’è un koan intrinseco nell’arte zen di scrivere haiku ed è quello di come conciliare l’unicità del momento, con la dualità intrinseca della parola, che lo deve mostrare.

“Le cose del pino imparale dal pino, le cose del bambù imparale dal bambù… entrare nello spirito delle cose fino a intuirne l’essenza, questo significa imparare e ciò conduce all’unità, oltre la visione duale”. (M.Basho)

Per chi vuol fare poesia consapevole, ovvero scrivere haiku, deve innanzitutto comprendere questo insegnamento-koan di Basho.
La scrittura è sempre una manifestazione duale che viene dal pensiero, le parole sono limitate e quindi non possono mostrare la completezza di un’esperienza viva, mentre la vera unità si sperimenta solo nell’esperienza reale.
Una poesia consapevole è il risultato di un poeta zen che, liberato dall’ego e da ogni guadagno,  usa la poesia, soprattutto come strumento per migliorare la propria consapevolezza, entrando in contatto non solo con la natura, ma con la realtà tutta.

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