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Zerin 3 non assegnato: ecco perchè.

Nonostante siano state presentate delle buone opere lo  zenrin 3 non è stato assegnato, in quanto nessuno ha risposto correttamente alla seguente considerazione zen.

It is like a sword that wounds, but cannot wound itself; Like an eye that sees, but cannot see itself

Come una spada che ferisce, ma che non può ferirsi; come un occhio che vede, ma non può vedere sé stesso

(Zenrin Kushu)

Innanzitutto andava capita l’analogia sottintesa, quindi andavano fatte alcune considerazioni, decisamente complicate per un non praticante zen.
Questo certamente non era uno zenrin accessibile a tutti.

Esegesi

Così come l’occhio e la spada non possono autoreferenziarsi, anche la mente non pùò indagare su sè stessa.
Quindi qualsiasi tentativo speculativo di comprendere la propria mente è destinato al fallimento.
Anche in zazen noi non osserviamo la nostra mente nella sua totalità, ma solo i pensieri, ovvero ciò che la mente produce, come farebbe un cane seguendo le orme lasciate da un orso in corsa.
Attraverso l’acquietamento del corpo e del respiro, possiamo calmare la mente ed ecco allora il dissolvimento dei pensieri, ma non è ancora la mente.
La mente c’è ancora è sempre lì, ma ha smesso di correre e sembra vuota, sembra non avere nessuna sostanza.
Respiri e lo sai, senti la gravità sul tuo corpo e tutti i rumori, quindi la mente c’è, ma sembra non esserci. l’orso c’è ma non si vede.
Sei pienamente cosciente eppure non produci pensieri.
Com’è possibile tutto ciò?
Mistero!

Quindi non ci rimane che prendere atto che, come l’occhio e la spada, possiamo conoscere solo ciò che si manifesta, ovvero solo dei frammenti del grande invisibile orso.

Un possibile haiku come risposta 

invisibili arcani
osservo i pensieri ed il vuoto
ma mai la mente

Tra gli haiku pervenuti chi si è avvicinato di più sono state Tania Ballotta e Margherita Petriccione.

Sullo zafu
Un occhio tra le mani che vede tutto

Eccomi adesso
specchio di questa sera
di tutto tranne me

Il primo ha il problema di quel “tutto”
Il secondo di quel “tranne me”
In realtà, come ho cercato di spiegare, senza zazen è impossibile osservare, mentre in zazen si vedono dei frammenti o il vuoto, ma anche in questi casi, mai la mente nella sua totalità, che rimane e rimarrà sempre un mistero.

Silloge di Haiku dallo Zendo del Lab

Haiku sull’esperienza meditativa di alcuni iscritti allo Zendo del Lab.

Tania Ballotta

Sullo zafu
Raccolgo le lancette
del mio orologio

Margherita Petriccione

come le onde
in una bacinella-
zazen

Giusy Cantone

Un respiro
un brivido più lungo
dietro la schiena

Angiola Inglese

solo battiti-
in un respiro profondo
rallenta il cuore

Margherita Petriccione

parete bianca-
si stempera col respiro
un abbaiare

Angiola Inglese

lettino al sole-
il rumore del mare
si fa silenzio

Margherita Petriccione

la pelle…
un rapido rumore
la dissolve

Remo De Fabritiis

Mi addormento
ubriaco di illusioni
sul mio cuscino

Angiola Inglese

senza memoria-
mi fondo nella schiuma
del materasso

Miriam Bonvini

sul tappetino –
al ritmo del respiro
vuota la mente