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Tempo di covid: 5 tanka di EG

Al contrario della poesia haiku, che è poesia zen, poesia della mente vuota, la poesia tanka è poesia di riflessione.

cumuli di foglie
spezzate dal gelo
l'ecatombe RSA
la negligenza assassina
indossa un verde padano

dalla lombardia agli USA
tempo di covid
tempo d'incompetenti idiozie
le pere di candeggina di Trump
le chiese aperte di Salvini

le statistiche delle 18
i contagiati, i guariti, i morti
resterà memoria di tutto ciò? 
uomini e donne nascosti sotto le cifre
nei cimiteri si coltivano croci

la lontananza pesa
i miei 5 sensi in standby
senza mia figlia
mentre la primavera avanza 
non c'è vaccino per la saudade

un parassita
di una decina di nanometri
si sposta
invisibile e volatile
nel suo profumo di morte

Dal Lab: 5 tanka sull’ecatombe RSA

Il contest richiedeva un tanka contenente nel kami-no-ku un’immagine basata su una figura retorica riferibile all’ultimo verso, che doveva essere obbligatoriamente “ecatombe RSA”.

Nessuna regola per i due versi del shimo-no-ku.

Vincenzo Adamo
Trattati a guisa
di tanti vuoti a perdere:
l'ecatombe RSA
Alle basi del futuro
sogno un'altra umanità.

Paola Trevisson
caduti al fronte
dell'ultima battaglia
L'ecatombe RSA
Del tuo pane fragrante
profumerà anche il cielo?

Rosa Maria Di Salvatore *
struggenti addii
e primavere rubate…
Ecatombe RSA
sarà diverso il mondo
nell'alba che verrà?

Margherita Petriccione *
Un fiume d’oro
ha rotto gli argini …
Ecatombe RSA.
Su camion solitari
pioviggine d’aprile

Giusy Cantone
Cadono
come fiori di ciliegio
Ecatombe RSA
In mille se ne contano
io e la morte aspettiamo

In memoria di Kobe Bryant

Los Angeles, morto Kobe Bryant, leggenda Nba dei Lakers.
Aveva 41 anni. Il suo elicottero, dove si trovava con altre sette persone più il pilota, è precipitato nella contea di Los Angeles. Tra le vittime, anche la figlia tredicenne Gianna Maria.

Le mie più sentite condoglianze a tutte le famiglie delle vittime di questo tragico incidente.
Era giovane
Non conoscerà la Via
Prendi questo regalo
Messaggera del regno sottostante 
E portalo sulla tua schiena
(Yamanoue no Okura, sulla morte del figlio)
Muore ciò che nasce
Un campione si è spezzato a Calabalas
Fumo sulla collina
L'ultima standing ovation
Si alza il grido di MVP per Mister 81
(EG)

La china : un haibun di EG

Sulla china, da sempre, da quando sono nato, solo più consapevole, perchè ora vedo più distintamente la mia china e quella degli altri. La nebbia si è diradata, ora so dove sono e quello che accade, mentre i veleni dalla mente si trasferiscono al corpo.
Senza freni, scendo inevitabilmente, ma è soltanto la gravità che s’incolla al mio tempo.
Chi è dio? Si chiede Ungaretti.
Illusioni nel cielo sopra la china.

Veleni e sangue
Scorrono insieme
Un Lungo respiro

Goditi la china, che sia merda o fiori di campo, non importa quello che calpesti.
Quando il corpo va in pezzi, purifica la mente.
Bilancia l’ imbilanciabile scivolando sulla budditha del tuo pendio.

Instabile
Il mondo dei vecchi
Il pavimento di linoleum
Merdosamente immacolato

Un pendio, molti pendii, pendii che s’incrociano, altri che si allontanano, diverse partenze, pendenze differenti, la stessa fine, le stesse paure.
In Zhuangzi l’angoscia della morte ha generato i suoi contrari : la calma e l’accettazione, basta cantare una canzone per capirlo.

La paura nei suoi occhi
La vecchia madre
Uguale alla figlia

Raccogli quello che c’è senza toccarlo, se non capisci tagliati le mani e infilati due tizzoni negli occhi, se capisci allora sei sulla china, ma anche oltre la china, scivoli e finalmente sai che stai scivolando.

Un sorriso
Piccole attenzioni tra vecchi
Chiamalo Amore

Sandro Santroni: “IL MIO HAIKU CAPOLAVORO”

Puntate precedenti:

Breve premessa. Alcune considerazioni e approfondimenti sono già stati affrontati nelle puntate precedenti, quindi chi vuole avere un quadro più puntuale dei temi trattati è invitato a leggere , in sequenza, i lavori cominciando  da Monica Federico.

Questo lo haiku di Sandro:

Giunto il limite
dell'ultima stagione
Fiori' la rosa

Questo haiku è stato scritto (pensato) quando, dopo un soccorso avventuroso (raccolto in montagna da una autoambulanza e poi da un elicottero e trasportato in ospedale con un infarto in atto e sottoposto a coronarografia), mi veniva comunicato di essere miracolosamente fuori pericolo di vita.
Questo haiku certamente non è un capolavoro, il capolavoro sta nella forza di questa disciplina poetica che trova espressione anche in momenti di forte drammaticità.
Massima libertà di commentare come meglio credi, Elio (Sandro Santroni)

Commento EG:

Domanda: ma questo è un haiku? Risposta : dipende !

Dipende dalla definizione. Se prendiamo la nostra def. non lo è, ma secondo una qualsiasi delle italiche definizioni mainstream di haiku (sono tutte più o meno uguali), allora lo è.

Comunque sia, che questa composizione venga considerata o meno un haiku o uno pseudohaiku, una cosa è certa.

Quello che manca alla definizione mainstream italica è la qualità, ovvero manca il riferimento ad una poetica e la dimostrazione è data dalla quantità di haiku imbarazzanti, che si leggono in giro. (EG)

Cercando di mutuare l’immutuabile, ovvero cercando di mappare la lingua giapponese e relativi riferimenti culturali, il mainstream italico ha giocato al ribasso, puntando solo su ciò che è struttura, su ciò che è facilmente comprensibile per chiunque, con il risultato di una prolificazione straordinaria di poeti facebook che scrivono telegrammi, che sanno tutto sulla sinalefe e dialefe e che postano pensierini su come è bella la natura. Anyway …

Maestro, tutto ok ?

Basho : ファックユー !!!!!!!!!!

La capisco Maestro, vedere la poesia haiku ridotta a tre regolette, quando per tutta la vita , Lei l’ha praticata come arte zen, dev’essere dura da digerire.

Basho: 井の中の蛙、大海を知らず

Grazie, Lei, è sempre illuminante Maestro !

“Un vero pensiero e una vera civiltà devono essere traducibili e trasferibili al mondo nel senso più ampio del termine. Nessun pensiero e nessuna civiltà sono autentici, se incapaci di oltrepassare l’ambito delle categorie del proprio Paese o gruppo etnico. Come la vera letteratura deve essere “letteratura mondiale”, così ogni filosofia o teoria che può essere compresa soltanto da un popolo o una nazione è, senza eccezioni, una vergogna” (Tosaka 1936).
Leonardo Vittorio Arena, Il pensiero giapponese, Jouvence/Mimesis Settembre 2019

Il punto allora è: come si trasmette la “vera poesia haiku” ? Semplice, se non si parte dalla poetica, unico elemento universale trasferibile, non ci può essere trasmissione, come non c’è poeta haiku se non s’incarnano questi ideali.

Ora mi chiedo, considerando che Sandro ha proposto un haiku mainstream, quale sarà la sua poetica di riferimento?

A ben vedere, nel suo commento c’ è solo un riferimento alla forza disciplinatrice della poesia haiku, ma per disciplinare cosa ?

Non trattandosi di un’attività fisica, rimane solo la mente.

In questo caso, pratica e disciplina possono essere usati come sinonimi, ma mentre nella pratica zen, il riferimento per la mente si chiama zazen, possiamo chiamare disciplina della mente il contare le sillabe ?

In questo video ho cercato di dimostrare come il corretto processo compositivo haiku debba discendere dallo zen, perchè è solo nella pratica zen che si trovano le risorse per comporre haiku genuini, avendo compreso il Tao della natura e l’impermanenza che sottende ogni cosa.

Illusorio è invece pensare di disciplinare la mente componendo versi, attraverso un qualsiasi schema che non possiede in sè nessuna energia metafisica, per portare la mente ad un livello di consapevolezza superiore.

Chi pratica il 5-7-5 senza aver incarnato una poetica, gioca solo a sudoku o alla settimana enigmistica, ma non fa certamente arte, tantomeno zen, perchè appunto gioca ….. gioca con le parole, come dice Basho.

Quindi Sandro, in preda alle forti e drammatiche emozioni, fa della sua esperienza una poesia, perchè orfano della comprensione dell’impermanenza e della genuinità del momento.

Persi gli ideali poetici ed estetici haiku, rimane l’autoreferenzialità.

L’esempio di Tessho, che affronta sempre il tema della morte, può servire come metro di paragone.

Finalmente oltre il limite
Non più legami o dipendenze
Come è calmo l'oceano
che sovrasta il nulla (Tessho)

Il fatto è che Sandro è anche in grado di scrivere ottimi haiku.

All'improvviso
senza un perché la sera
Quanto silenzio (Sandro Santroni)

Un qui e ora, anche se in forma debole, la sera come soggetto, l’azione pura, senza scopo del Tao, come essenza, lo yugen come ideale primario e l’impermanenza del mujo come sfondo, tutto in questo haiku dimostra l’appartenenza agli ideali haiku.

Qual è allora la grande differenza ?

La comprensione che un poeta haiku deve sempre perdere la propria identità e mai affermarla.

Senza identità, la morte non fa paura, nessun maestro ha scritto sul tema della morte come un pericolo da scampare.

Quindi, se quindi dovessi dare un consiglio a Sandro, gli consiglierei di cominciare un percorso che lo porti a perdere la propria identità di poeta.

Come Sandro, confesso che anch’io mi sono ritrovato ad affrontare la morte.

E' questo il termine?
non ruscello
ne fiume, ne mare
quest'acqua scorre soltanto (EG)

Perchè un vero poeta haiku abbandona tutte le zavorre mentali ed entra nel Tao, in quella dimensione che si manifesta quando smetti di pensare ma semplicemente sei, soprattutto quando la percezione del tempo e lo spazio stanno per finire.

C'ero
C'ero soltanto
Intorno cadeva la neve (Issa)