Tempo di covid: 5 tanka di EG

Al contrario della poesia haiku, che è poesia zen, poesia della mente vuota, la poesia tanka è poesia di riflessione.

cumuli di foglie
spezzate dal gelo
l'ecatombe RSA
la negligenza assassina
indossa un verde padano

dalla lombardia agli USA
tempo di covid
tempo d'incompetenti idiozie
le pere di candeggina di Trump
le chiese aperte di Salvini

le statistiche delle 18
i contagiati, i guariti, i morti
resterà memoria di tutto ciò? 
uomini e donne nascosti sotto le cifre
nei cimiteri si coltivano croci

la lontananza pesa
i miei 5 sensi in standby
senza mia figlia
mentre la primavera avanza 
non c'è vaccino per la saudade

un parassita
di una decina di nanometri
si sposta
invisibile e volatile
nel suo profumo di morte

Dal Lab: 5 tanka sull’ecatombe RSA

Il contest richiedeva un tanka contenente nel kami-no-ku un’immagine basata su una figura retorica riferibile all’ultimo verso, che doveva essere obbligatoriamente “ecatombe RSA”.

Nessuna regola per i due versi del shimo-no-ku.

Vincenzo Adamo
Trattati a guisa
di tanti vuoti a perdere:
l'ecatombe RSA
Alle basi del futuro
sogno un'altra umanità.

Paola Trevisson
caduti al fronte
dell'ultima battaglia
L'ecatombe RSA
Del tuo pane fragrante
profumerà anche il cielo?

Rosa Maria Di Salvatore *
struggenti addii
e primavere rubate…
Ecatombe RSA
sarà diverso il mondo
nell'alba che verrà?

Margherita Petriccione *
Un fiume d’oro
ha rotto gli argini …
Ecatombe RSA.
Su camion solitari
pioviggine d’aprile

Giusy Cantone
Cadono
come fiori di ciliegio
Ecatombe RSA
In mille se ne contano
io e la morte aspettiamo

Il “momento lungo” e la tecnica del “rafforzamento”.

Ci sono momenti haiku che durano pochi secondi ed altri molto più lunghi ovvero, tutto dipende da come elaboriamo le emozioni.

La lunghezza di un momento dipende dal tuo “sfondo mentale”, ovvero dal contesto emozionale che proviamo e che qualche volta dura più del solito, a causa di una determinata situazione o stimolo emotivo, che tende a permanere.

Qualsiasi qualcosa vi coinvolga abbastanza a lungo e faccia scattare un’emozione durevole, sarà la causa dei vostri momenti haiku lunghi. Qualsiasi cosa può scatenare un momento lungo: essere in fila al supermercato, guardare un film o fare una videochiamata con chi non abbracciate da un po’ .

Quando ciò accade, una mente zen registra, oltre alla realtà, anche questo contesto emozionale e lo include consapevolmente, come parte del tutto, senza rifiutarlo.

Diventa poi una scelta autoriale , il decidere se costruire un haiku dell’esperienza vissuta, come “momento corto” o “lungo”.

Ma se i “momenti corti” , ovvero quelli in cui le emozioni sono autorialmente escluse o appena accennate, sono la norma , come si trasporta invece “un momento lungo” in un haiku ?

Come si fa a far risaltare anche lo sfondo emozionale durevole che abbiamo provato, nel momento in cui decidiamo di volerlo fare ?

Personalmente, io uso una tecnica , molto semplice, che ho chiamato di “rafforzamento” .

Innanzitutto io la uso solo negli h4ku, per ragioni di ritmo e di vincoli, come vedremo.

Il rafforzamento consiste nel ripetere (rafforzare) , tipicamente nel primo e nell’ultimo verso , “lo sfondo emozionale”, lasciando ai due versi centrali il compito di suggerirsi come causa del prolungarsi del momento, messo in risalto dalla ripetizione dell’emozione.

Di seguito tre miei haiku come esempio.

paura
troppa gente
qui alla coop
paura tra i carrelli 

mi manchi
skype e whatsapp
non trasmettono abbracci
mi manchi

una gran f...
Il testosterone conferma
Charlize Theron
è una gran f...

Riprendo anche questo haiku dal Lab.

Gabriella De Masi
Respiro
La pioggia ha il profumo del glicine
Respiro appieno

Come s’intuisce il secondo verso è decisamente lungo, il che influisce sul ritmo, meglio

Respiro - 
La pioggia
ha il profumo del glicine
Respiro appieno

Il che ci riporta alla struttura h4ku.

Chiudo con un’osservazione sul famoso haiku di Issa

C'ero
C'ero soltanto
Intorno cadeva la neve

Anche in questo capolavoro abbiamo un “momento lungo” e probabilmente questo è il capostipite degli haiku “rafforzati” (non sono un accademico, quindi non ho fatto ricerche mirate a proposito).

Nella traduzione dello haiku di Issa, la struttura h3ku è perfetta e proprio per questo, a mio avviso, oggi diventa improponibile.

La struttura a 3 righe lascia un solo grado di libertà, ovvero un solo verso, sfruttabile e dopo Issa, riproporlo anche oggi , sarebbe quasi un’offesa al Maestro ed oltre modo ripetitivo.

Dal Lab: haiku e politica

Cervelli populisti
Matteo Salvini
L'olandese Rutte 
Ragnatele e sovranismi (EG)

Haiku e politica non vanno molto d’accordo, perchè se haiku è poesia della realtà, la politica è volatilità e , soprattutto oggi, pura illusione e demagogia.

Ad ogni modo, se la via haiku è quasi impraticabile, rimane aperta la via pseudo-haiku, per una pratica che, se non ci può vedere impegnanti come poeti, almeno può vederci attivi come cittadini consapevoli.

Come esercizio ho chiesto, agli iscritti al Lab, un’ opera (haiku o pseudo-haiku) contenente i seguenti termini :

  • olandese
  • Matteo Salvini
  • ragnatele

Di seguito le 5 migliori:

Antonio Mangiameli
una foto di salvini
un fiorino olandese -
ragnatele

era già complicato riuscire a scrvere un haiku, se poi è anche buono, non c'è molto altro da aggiungere.

Margherita Petriccione 
la zuppa all'olandese
e il pan bagnato di Salvini …
ragnatele

sarcasmo e critica politica non mancano, come non dovrebbero mai mancare in questo genere di pseudo-haiku.

Monica Federico 
Niet olandese-
nella tela dei sovranisti
Matteo Salvini

critica più concreta, è chiaro che perseguire politiche sovraniste, volendo rimanere in Europa è una contraddizione in termini.

Zoé Alef Zel 
le ragnatele in testa
Matteo Salvini parla-
peggio d'un olandese ubriaco

pseudohaiku migliorabile nella forma, ma decisamente forte, in termini di satira politica

Paola Trevisson 
messaggio olandese
messaggio di Salvini
ragnatele dietro la tv

pacato ma abbastanza efficace l'accostamento tra le politiche olandesi e leghista 

Dal Lab: social test di Zen haiku

Senza avviso, un paio di giorni fa, ho proposto agli iscritti del Lab, un contest avente come obiettivo nascosto quello di cercare di verificare la loro tendenza a comporre zen haiku, se non proprio con lo spirito, almeno strutturalmente.

Ricordo che gli zen haiku sono haiku basati sul processo compositivo indicato da Basho, ovvero in estrema sintesi, generati da una microilluminazione (qui per approfondimenti), quindi solo l’autore, in teoria, è in grado di riconoscere una propria opera come uno zen haiku.

Non potendo entrare nella testa degli autori, ho preso due miei zen haiku, generati ascoltando spotify, come modelli di riferimento strutturali, con l’obiettivo di confrontarli poi con le opere postate.

Ho intitolato il contest spotify moment in my house, ovvero la stesura di un haiku con soggetto spotify (o something like that) e con un’immagine limitata al solo ambiente domestico.

Ovviamente ho avuto sempre ben presente che un test del genere non poteva essere esaustivo e portare a dei falsi negativi, comunque ero abbastanza curioso dei risultati, perchè mi ero fatto una certa idea di come potesse essere strutturato uno zen haiku, generato da due eventi concomitanti.

Il mio primo haiku di riferimento riguarda la fusione di un brano Jazz ed un mio turpiloquio, avendo visto volare via una farfallina del cibo dalla dispensa, ben sapendo che la contaminazione veniva da un mezza confezione di riso integrale.

Stamer, da spotify
'Sto cazzo di riso ...' , dalla mia bocca
Unica ed irripetibile melodia  (EG)

Il secondo, mentre cucinavo ed ascoltavo Satisfied Mind di Johnny Cash.

Satisfied mind, da spotify
Merluzzo alla pizzaiola
Una mente soddisfatta
Profuma di pomodoro e origano (EG)

Entrambi questi miei zen haiku hanno una struttura ben definita: due eventi distinti e un verso che mette in risalto l’unione di questi eventi.

Ora, anche sapendo che tutto ciò sarà usato solo come tecnica da qualche mente non genuina, vediamo chi, si è avvicinato di più ai suddetti modelli.

Premetto che la conformità al mio modello di zen haiku, sarà in questo caso, l’unico metro di valutazione, per tutto il resto lascio a chi legge ogni ulteriore giudizio.

Essendo un test e non un vero e proprio contest, per non far torto a nessuno, posterò tutte le opere pervenute nei tempi stabiliti.

Maria Malferrari
apple music
“Questione di feeling”-
lo struscio del gatto
tra le gambe

ci sono i due eventi, manca la chiusura.
peccato perchè sarebbe bastato spostare lo stacco al primo verso, per avere aperta la via alla soluzione.

Maurizio Gusmerini
suggerito da youtube -
la veglia
si disfa nel suono

forse ci siamo. eventi: canzone da youtube (primo evento), stato di veglia (secondo evento). chiusura: il secondo evento si unisce (disfa) nel primo.

Giusy Cantone
MixerBox
"nella mia stanza"
il resto scompare

qui, ci siamo quasi. ovvero lo haiku gioca sul titolo della canzone dei negramaro per creare la sensazione di un kensho, ma il lirismo della chiusura ne indebolisce fortemente la credibilità. comunque buono

Dennis Cambarau
coronavirus -
nell'ascoltare spotify
evado altrove

Idem come sopra.

Annamaria Gaggioli 
Sias
Da Alexa
musica tibetana
a colazione.

ci sono i due eventi, manca la chiusura.

Antonio Mangiameli .
monitor -
sulla colonna di destra
il gorgoglio dell'ossigeno

questo è off topic, ma è un omaggio che faccio
ad Antonio, che si era perso il contest sul covid. buon haiku. Antonio è sempre una sicurezza.

Daniela Misso .
Gandharva rain melody…
le lettere scorrono
sulla carta

2 eventi, manca la chiusura

Ciro Caprino
Scelgo Battiato
poi entro in doccia
Temporary Road

qui gli eventi sono 3, troppi. la sensazione è quella del racconto

Angiola Inglese .
playlist anni '90-
il barattolo di zenzero
mezzo vuoto

2 eventi, manca la chiusura

Zoé Alef Zel
le radici nella mia danza
nelle orecchie Amir Sofi
lavo i piatti della cena

2 eventi, ma la chiusura, che comunque qui è messa come apertura, è relazionata solo al primo. ci siamo quasi, non abbastanza. comunque buono

Gabriella De Masi
Su Youtube"Città vuota"
Il divano del salotto
mezzo sfondato

2 eventi, manca la chiusura

Margherita Petriccione
su spotify
"Yellow submarine" -
gonfio nel vaso di vetro
il lievito madre

2 eventi, manca la chiusura

Rosa Maria Di Salvatore
Da You tube
Stranger in the night…
nell'orecchio
il ronzio di una zanzara

2 eventi, manca la chiusura

Vincenzo Adamo
Youtube music
"La cura"-
Il cane sul divano
ossobuco con piselli

anche qui, 3 eventi si gioca sul titolo, carino, ma non basta

Carmela Marino
Su YouTube
Coldplay "The church"-
la calamita di Cristo
sugli scontrini

2 eventi, manca la chiusura

Pic Mada
Apple music on
non ticchetta piu'
l'orologio

2 eventi , manca la chiusura

Maria Concetta Conti
YouTube 432 mhz
gli spari di guerra
dalla play station

2 eventi, manca la chiusura

Monica Federico
Le lunghe pause di Max Richter-
il doppio bip delle mails
in controtempo

ci siamo ! musica e bip, il controtempo che li unisce. toglierei quel 'lunghe', per un ritmo migliore.

Nazarena Rampini
Il mio tablet -
attraverso la musica
ad occhi chiusi

ci siamo quasi, ma non abbastanza. eventi: la presenza del tablet e la musica, la chiusura è autoreferenziale

Paola Trevisson
Youtube tra le app -
le sue note dovunque
persino nel frigo

molto bene ! musica e frigo, mentre l'invasione unisce i due eventi.
qualcosa da migliorare c'è, ma al momento non è questo l'obiettivo.

Dal Lab: 7 haiku / contest ” al tempo del Covid”

Da quasi un centinaio di opere postate dagli iscritti in un paio di giorni, ho selezionato i seguenti haiku:

Margherita Petriccione
quarantena–
l’ombra si stringe
negli angoli
Angiola Inglese
isolamento-
sessantaquattro spazi
sulla scacchiera
Maurizio Gusmerini
il volto coperto -
sugli occhiali
nuvole di fiato
Gabriella De Masi
Casa di riposo
Càdono ad uno ad uno
i fiori di ciliegio
Vincenzo Adamo
città chiusa-
passo i miei giorni
a cercare la chiave
Carmela Marino
i primi fiori-
sembra alleggerirsi
la mascherina
Giusy Cantone
Quarantena
in questa piccola prigione
ritrovo le radici

Alla ricerca del makoto di Friedrich Nietzsche

Chiarisco subito che Friedrich Nietzsche (FN) non ha mai scritto haiku, ne ha mai praticato lo zen o la poesia orientale, anche se studiò il buddismo e si possono trovare diverse analogie tra la sua filosofia e i principi dello zen.
Ciononostante, FN ebbe un significativo percorso come poeta, anche se la poesia fu un’attività speculativa, quasi un accessorio rispetto al suo filosofare.
Oltre alle liriche sparse nei suoi lavori principali (Gaia Scienza, Così parlò Zarathustra ed altri), FN lasciò anche diversi lavori poetici, in forma di frammenti, che furono pubblicati postumi e di cui potete trovare diversi libri anche in italiano (io mi sono ispirato a ‘ Ditirambi di Dioniso e Poesie postume’ di Adelphi).
Leggendo queste opere poetiche di FN, mi sono accorto che, soprattutto i frammenti, potevano essere spesso assimilati, con poco sforzo, alla poesia haiku.
Da qui ha preso avvio la mia operazione di rivisitazione di queste opere, soprattutto nella ricerca del makoto dell’autore.
Come occidentale, io mi sento antropologicamente più vicino a FN che ai maestri cinesi o giapponesi, da qui la mia ricerca sulla genuinità poetica di uno dei giganti della mia cultura e del pensiero europeo.
Pertanto , quelle che leggerete non sono le opere originali di FN. ma dei miei adattamenti.
L’operazione è stata quella di prendere i ‘frammenti di poesia’ di FN e strutturali in una forma haiku o tanka (secondo le regole del Lab).
Inoltre, ho asciugato qualche verso troppo brodoso, attualizzando quando necessario i termini arcaici, ma badando sempre a mantenere intatto il senso e l’immagine del frammento originale.
Insomma ho dato una rinfrescata alla poesia di FN, quando mi sembrava necessario farlo e soprattutto per adattarla ai miei scopi.
Il senso qui, ripeto, è quello di ricercare la genuinità autoriale di FN, non quello salvaguardare a tutti i costi i contenuti originali, che tra l’altro sono ovviamente presenti nei libri acquistabili in giro.
Ho quindi operato come poeta, andando alla ricerca del makoto, come suggerisce Basho, e non certo come un accademico, o semiologo o semiotico delle opere di FN.

Inverno 1882-1883

pino e fulmine

troppo in alto, su tutto e tutti
se parlo
nessuno parla con me
solo e con la mia altezza
io aspetto
ma cosa ?
troppo vicino alle nubi
ora attendo
il primo fulmine !

Chiara identificazione di FN con un pino. Tecnicamente più poesie brevi e pseudo-haiku, che haiku veri e propri.
L’essenza è chiaramente la consapevolezza da parte di FN delle conseguenze di essere un personaggio fuori dagli schemi.
Nonostante spesso manchi un qui e ora chiaro e definito, le azioni indicate nel secondo verso, al tempo presente, ne fanno egregiamente le veci.
Generalizzando, la forma lungo-corto-lungo sembra l’ideale per le immagini di presa coscienza di uno stato-azione-effetto. Buonissimo anche il ritmo, che ne deriva.

Portofino

siedo in attesa
in attesa ?
del nulla e totalmente trasceso
nessun desiderio, ne di luce o oscurità
nel meriggio amico e nell’eternità

La trasposizione dell’originale alla forma tanka, anche se non canonica, mi ha richiesto un certo impegno. Personalmente, sono comunque soddisfatto del risultato, che ritengo mantenga l’essenza originale, anche se mi sono preso diverse libertà interpretative.

Sperduto nell’azzurro
sono troppo attratto
da ciò che è lontano !

Trasposto il frammento, ne è risultato un haiku di altissimo livello.

lusingare chi si ama
fuori dallo spazio
fuori dal tempo
sopra di noi le stelle sfavillano
intorno a noi freme l’eternità

tanka d’amore. terribilmente efficace.

(CONTINUA)

Haiku ai tempi del Covid-19

Ormai lo sappiamo tutti, in questi tempi di Covid-19, dobbiamo restare a casa.

Scrivere haiku può allora essere un buon esercizio, per mettere a frutto questa condizione di costrizione consapevole.

Come esercizio, ho scritto questi 5 haiku in 15 minuti, dal mio bagno di casa.

Vi propongo di fare lo stesso ogni volta che potete.

Darsi un limite di tempo è importante, perchè costringe alla concentrazione, quindi alla consapevolezza, quindi alla genuinità.

è pomeriggio
il sole è calato
dietro la casa rossa

il mobile in bagno
le fessure tra i cassetti
scure cornici d'ombra

l'accapatoio
appeso e senza vita
vuoto di ogni zen

ricorrente presenza
nella vasca smaltata
un ragnetto scuro

nello specchio
il ciliegio fiorito
ribalta i suoi fiori

La via di mezzo della pratica zen haiku

Articoli precedenti:

Lo dico subito, così ci togliamo il pensiero :

La via di mezzo della pratica zen nella poesia haiku è quella di considerare lo zen, alla sola stregua di uno strumento. (EG)

Gli estremi invece sono: non considerarlo affatto o considerarlo un misticismo spirituale.

Primo estremo: lo zen negato

Vabbè … semplicemente mi rifiuto di commentare la posizione di chi esclude lo zen dalla poesia haiku, perchè io non discuto, ne parlo con gli equivalenti dei terrapiattisti: pura perdita di tempo.

Secondo estremo: lo zen mistico

Qui, al contrario, cadiamo nella spiritualità new age. Ovvero lo zen come la cristalloterapia, i fiori di bach, l’oroscopo e altre baggianate del genere.

Altra perdita di tempo, anche qui, inutile andare oltre.

Zen come strumento

Un astronomo studia il cielo grazie ad un telescopio, un salumiere vende prosciutti e formaggi grazie alla bilancia, un poeta haiku arriva all’eccellenza, solo grazie alla pratica della mente pura, che Basho chiama makoto (genuinità).

C’è una chiara e storica connessione tra lo scrivere haiku, la mente pura e la pratica zen, che altro non è che il mezzo per raggiungere e sperimentare quello stato mentale, in cui nasce l’autentica poesia haiku.

La mediocrità di un poeta, se non addirittura la sua barbarie, come la chiama Basho, sta nell’arroganza di ritenere inutile qualsiasi purificazione della mente, o nel credere che lo scrivere porti automaticamente alla mente pura.

Scrivere haiku, come ogni arte zen, può essere un volano alla pratica della mente pura, un facilitatore, non un sostituto.

E questa è la solita vecchia storia di chi confonde la causa con l’effetto, mentre il giusto atteggiamento, per chi vuole scrivere haiku, consiste nel considerare lo zen alla stregua dello straccio per la polvere.

Se ci pensate bene, la polvere è quella cosa che spostiamo continuamente e che non si distrugge mai.

La spostiamo dai mobili al sacchetto dell’aspirapolvere, dal sacchetto alla pattumiera, dalla pattumiera al camion della spazzatura, forse poi la si brucia, ma è illusorio pensare che si possa eliminare definitivamente, perchè , alla fine, si riforma.

Ora, voi potete usare lo straccio o non usarlo, per togliere la vostra polvere, ben sapendo che la polvere continuerà comunque a posarsi sulla vostra poesia.

E a questo serve lo zen, a tenere pulita, per quanto possibile, la vostra poesia, ovvero la vostra mente.

Il seguente koan spiega ancora meglio questo aspetto.

Mumonkan 無門關 (Wu-men-kuan)*
La Porta senza PortaCaso 9 – Daitsû Chishõ Buddha   

Un monaco chiese a Kõyõ Seijõ, “Daitsû Chishõ Buddha sedette in zazen per dieci kalpa (più o meno 10 volte la creazione della terra o 3,5 volte la nascita dell’universo, ovvero 45 miliardi di anni) e non poté raggiungere la Buddhità.  Malgrado il nome, egli non divenne un Buddha. Com’è possibile?” Seijõ disse, “La tua domanda è piuttosto ovvia”. Il monaco chiese, “Egli meditò così a lungo; perché non poté raggiungere la Buddhità?” Seijõ disse, “Perché lui non divenne un Buddha!” 
Commento di Mumon Ammettiamo la realizzazione del barbaro, ma non la sua comprensione. Quando un uomo ignorante realizza questo, egli è un saggio. Quando un saggio comprende ciò, egli è un ignorante. 
La strofa di Mumon Meglio emancipare la vostra mente che il vostro corpo;  Quando la mente è emancipata, il corpo è libero, Quando corpo e mente, sono entrambi emancipati, Anche dèi e spiriti ignorano il potere mondano. 

Parafrasando Mumon … potete passare l’intera vita a scrivere haiku, magari anche più evocativi di quelli dei maestri, ma solo quando la vostra mente sarà emancipata, anche la poesia si libererà, che è poi lo scopo di ogni arte zen. (EG)

CoV-19, Il sogno di Zhuangzi e la spesa al super

Dopo il sogno della farfalla, Zhuangzi sognò di essere un virione CoV-19 che voleva infettare Zhuangzi . Dopo essersi svegliato, Zhuangzi si chiese ancora se il sogno era finito, oppure se non fosse quel virione che stava sognando di essere Zhuangzi .

Con questo dubbio in testa, si alzò, si vestì e si recò al super per comprare il dentifricio, l’olio e la sua solita baguette.

In coda alla cassa, guardando la signora con la mascherina e il carrello stracolmo davanti a lui, pensò:

Che importa! che io sia
Zhuangzi o un Cov-19
è certo che
non sono un cretino

Poi, tornato a casa, si lavò innanzitutto le mani, come sempre aveva fatto nella sua vita.

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