Un haiku di Basho sulla meditazione

Batto le mani e con l’eco sorge l’alba
La luna d’estate
(M.Basho)

Semplicità e mistero in questo haiku.
Tutto è visualizzabile, quindi reale, quindi haiku.
Questo perchè lo zen non crede nella forza delle parole, quindi meglio visualizzare.
La luna d’estate è ancora nel cielo, il sole sta sorgendo e mentre batto le mani, l’eco risuona tra le montagne.
Haiku è abbozzare un momento vivo con pochissime parole e Basho usa la vita come strumento meditativo, per ritrovarsi nel totale silenzio.

Il soggetto di questo haiku è l’alba che sorge, mentre  l’essenza è un’invito all’atto meditativo.
Meditare è semplicemnet aprire gli occhi e svuotare la mente, così si comincia a vedere.
Un buon haiku è smpre fatto di dentro e di fuori, un buon haiku è sempre il riflesso dello specchio di una mente zen.
Meditare attraverso un haiku, come fa Basho, è vivere per haiku, entrare profondamente in sè stessi, senza perdere il contatto con il mondo.
Senza significato, senza emozioni, senza fluttuazioni mentali, un haiku è solo mostrare.
Per far questo bastano la realtà ed una mente pura.

Koan del giorno

Il vero sé è libero dalla bellezza e dalla bruttezza, libero dal bene e dal male, libero da ogni dualità.
Libertà è allora manifestarsi nella vacuità.
Se haiku è manifestarsi e libertà è vacuita, allora come puoi scrivere haiku, se non conosci la vacuità?

7 haiku di Zoe A.Z., selezionati da EG

Discesa
Rotola piano un sasso
Un formicaio

Verde smeraldo
Tra la sabbia e il cielo
Una bottiglia

Le unghie smangiate
Le mani sporche e grandi
Un uomo solo

Un papavero
Due coccinelle in volo
Anche il tramonto è rosso

Lo specchio è pieno
Dentro e fuori un vecchio

Pranzo con la suocera
Acerbe anche le arance
Il gatto non c’è

Troppi starnuti
La stanza è fredda e umida
Il gatto sul letto

(Zoé Alef Zel)

7 haiku di Miriam Bonvini selezionati da EG

Un deserto il mare d’autunno
Solo orme di scarpe lungo la riva

Colpi d’accetta
In fuga gli uccelli dal vecchio faggio

Nel viavai di bagnanti
Solo un bimbo guarda il mare

Mare freddo
Le orme sulla sabbia vanno al contrario

Sulla facciata l’ombra sta scomparendo
Alberi nudi

Finestre a nord
I disegni del gelo sulle case vuote

Siamo soli sul prato
La birra è fredda
La luna è bionda

(Miriam Bonvini)

La stesura di un haiku: carta e matita

Se volete scrivere haiku, vi consiglio vivamente, di portate sempre con voi un taccuino ed una matita, per catturare senza ritardi ed in piena consapevolezza i vostri momenti haiku.
Scrivere su carta, aumenterà la vostra concentrazione, in quanto è un’attività manuale, che, al contrario di una tastiera, richiede continuità del gesto ed attenzione visiva.
E’ fondamentale che scriviate di getto, senza pensare, ne ricercare i termini più appropriati e men che meno alle tecniche di composizione.
Non pensate alla sillabazione, ne agli altri aspetti formali.
L’ideale sarebbe che scriveste il vostro haiku in forma definitiva, già sulla carta, di getto, in prima stesura, senza ripensamenti , ne correzioni.
Lasciate che l’inconscio si concretizzi liberamente in parole e compaia naturalmente in forma di scrittura sul vostro foglio bianco.

Come raccomanda Basho: non permetete che nemmeno un respiro si frapponga tra il vostro momento vissuto e la sua scrittura.

In questo modo trasformerete la vostra esperienza haiku, in un solo e completo atto meditativo.

OSSERVAZIONE= più haiku scriverete in forma definitiva, ovvero senza che sentiate l’esigenza di dover fare delle revisioni, e più starete progredendo sulla Via della parola..

7 Haiku di Nazarena Rampini, selezionati da EG

Vento d’autunno
Si frantuma sul lago la luna piena

Viaggio d’estate
Tra due alberi sconosciuti le voci di casa

Nel buio una lucciola
Fra le mani solo il riflesso

Dopo il temporale
Sulle foglie silenziose cadono le ultime gocce

Guardo mia madre china sui ravanelli
Profumo di iris

Una sera di pioggia
Le calze si fanno blu tra il blu degli iris

Vento d’autunno
Ad ovest le montagne
Ad est le foglie secche

(Nazarena Rampini)

Ridiventate bambini se volete scrivere dei buoni haiku

Il vento spazza via il sole
Il temporale ghiaccia il tempo (*)
Il buio è un velo

(A. 12 anni)

I bambini scrivono haiku migliori degli adulti, perché la loro mente non è contaminata, ovvero è genuina.
La differenza tra un adulto ed un bambino sta nella percezione della realtà, che nei bambini non è ancora deformata dall’ego.

Quando un bambino guarda un temporale, vede il temporale.

Quando un adulto guarda un temporale, vede sè stesso che guarda il temporale e quindi abbellisce il temporale, per abbellire il suo sè.

Con la strutturazione dell’ego gli adulti perdono la capacità di vedere, di essere genuini, in favore della capacità del vedersi.
Haiku è stare semplicemente nel mondo, non distinguersi, per meglio apparire nel mondo.
Basho chiamava “muga” questa semplice verità, derivandola da Chuang Tzu, dal taoismo cinese.
Solo attraverso lo zazen (la meditazione )  un adulto può risvegliare il suo “muga” originario, quel poeta bambino che dorme in ognuno di noi.

Meno selfie e più freschezza, mi verrebbe da dire, ma temo che sarebbe come gridare nel deserto.

Nota (*):  avendo un dubbio, ho chiesto ad A. cosa intendesse per tempo, per lei è proprio il “tempo inteso da Kant”, non quello metereologico. Tra qualche anno Le spiegherò perchè sul tempo Kant si sbagliava.

 

9 Zen Haiku di Tania Ballotta, selezionati da EG

La Genuinità della mente zen, auspicata da Basho e raccomandata da noi,  traspare chiaramente in questa silloge di Tania.
Inutile aggiungere altro.
(EG)

Un filo d’acqua dal vaso
Il riflesso del sole dentro una goccia

Sole opaco
Il vetro impolverato
Il dito sopra

Corto respiro
Cade un limone acerbo
Il ramo vuoto

Lavanda in fiore
Il respiro si allunga fino alle stelle

In lontananza un ventaglio si chiude
Sabbia negli occhi

Rumore all’alba
Nel tagliaerba un sasso
Cade un nido

Narcisi secchi
Anche l’ultimo stelo profuma l’aria

Vecchio baule
Una bambola senz’occhi
Vola la polvere

Brilla sul fondo il riflesso della luna
Corre il ruscello

(Tania Ballotta)

ESTATE: 7 haiku di Stefania Andreoni, selezionati da EG

Caldo intenso
Un’oasi l’ombra del grande tiglio

Sul lungomare
Gelato e odore di pesce fritto

Vento di mare
Tra gli ombrelloni chiusi
Tinte pastello

Strada in collina
Dopo la curva un campo di girasoli

Caldo a settembre
Nell’aria secca i fichi
Già raggrinziti

Barche nel porto
Gli ormeggi cigolano sotto il sole caldo

Voci lontane-
Il fruscio di un’onda sui sassi caldi

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