Il “qui e ora consapevole”


In questo gruppo, un haiku, per essere considerato tale, deve necessariamente contenere un  “qui e ora consapevole”.

Ne deriva che, in questo gruppo, le parole kigo non portano nessun valore aggiunto ad un haiku.

Il “qui e ora” nella realtà

Qui lascio la parola al maestro zen  Thich Nhat Hanh

Mangiare un mandarino con consapevolezza

“Bambini, dopo avere sbucciato un mandarino, potete mangiarlo con consapevolezza o distrattamente. Cosa significa mangiare un mandarino con consapevolezza?   Mangiando un mandarino, sapete che lo state mangiando. Ne gustate pienamente la fragranza e la dolcezza. Sbucciando il mandarino, sapete che lo state sbucciando; staccandone uno spicchio e portandolo alla bocca, sapete che lo state staccando e portando alla bocca; gustando la fragranza e la dolcezza del mandarino, sapete che ne state gustando la fragranza e la dolcezza.

Il mandarino che Nandabala mi ha offerto aveva nove spicchi. Li ho messi in bocca uno per uno in consapevolezza e ho sentito quanto sono splendidi e preziosi.Non ho dimenticato il mandarino, e così il mandarino è diventato qualcosa di molto reale.Se il mandarino è reale, anche chi lo mangia è reale.Ecco cosa significa mangiare un mandarino con consapevolezza.

Bambini, cosa significa mangiare un mandarino senza consapevolezza? Mangiando un mandarino, non sapete che lo state mangiando. Non ne gustate la fragranza e la dolcezza. Sbucciando il mandarino, non sapete che lo state sbucciando; staccandone uno spicchio e portandolo alla bocca, non sapete che lo state staccando e portando alla bocca; gustando la fragranza e la dolcezza del mandarino, non sapete che ne state gustando la fragranza e la dolcezza.Così facendo, non potete apprezzarne la natura splendida e preziosa.Se non siete consapevoli di mangiarlo, il mandarino non è reale.Se il mandarino non è reale, neppure chi lo mangia è reale. Ecco cosa significa mangiare un mandarino senza consapevolezza.

Bambini, mangiare il mandarino con presenza mentale significa essere davvero in contatto con ciò che mangiate. La vostra mente non rincorre i pensieri riguardo allo ieri o al domani, ma dimora totalmente nel momento presente. Il mandarino è totalmente presente. Vivere con presenza mentale e consapevolezza vuol dire vivere nel momento presente, con il corpo e la mente che dimorano nel qui e ora”. 

Thich Nhat Hanh

Il “qui e ora” in un haiku

Il “qui e ora legato alla realtà” , come sopra descritto, ovvero è come la musica che, se non la si vuole perdere, va catturata e trasportata su un media.

Il “qui e ora haiku” altro non è che la memorizzazione del “qui e ora reale

Chi legge un haiku deve poter rappresentare, attraverso un’immagine mentale oggettiva, quello che sta leggendo, ovvero deve poter  in qualche modo e con qualche limitazione “rivivere” un “qui e ora reale”.

Siccome, per noi, un haiku è sempre la rappresentazione, a parole, di un evento reale, quindi soprattutto fisico, allora ogni volta che si riescirà ad associare ad un haiku la sua immagine, in modo oggettivo, allora il “il qui e ora” sarà presente, mentre se non si riesce ad ottenere un’immagine oggettiva, allora “il qui e ora” sarà assente, quindi la composizione non sarà un haiku.

Oggettivo significa che l’immagine mentale derivata dal testo è costruita esclusivamente sulle parole stesse, senza far uso dell’immaginazione e non necessariamente che l’immagine debba essere perfetta, in termini di luogo e di tempo.

Chi legge deve comportarsi come una macchina fotografica, senza che intervengano deformazioni, rispetto alla realtà mostrata dall’opera.

Esempio una di composizione senza “qui e ora”:

Bevo tristezza
Da un calice amaro
Bevo la vita

Immaginare una scena oggettivamente reale, derivata da questa composizione è impossibile, in quanto pur immaginando qualcuno che beva da un calice, è evidente che tristezza e vita sono concetti metafisici, quindi fisicamente impossibili da bere.

Inoltre è evidente che la composizione non è in alcun modo legata ne ad un luogo, ne ad un tempo specifico, ovvero risulta completamente slegata dalla realtà. .

Questo significa che il “qui e ora” non è presente, l’esempio  pertanto non rappresenta un haiku, ma una poesia breve.

Il “qui e ora” equivale sempre ad una fotografia mentale reale dell’immagine mostrata dalla composizione.

Secondo questa definizione,  il tradizionale concetto giapponese di kigo, inteso come parola chiave, perde completamente di rilevanza, in favore della capacità di mostrare un momento di vita reale.

Quindi, il  “qui e ora” di un haiku si concentra prima nel momento reale vissuto dall’autore e poi nelle parole utilizzate per mostrare questa sua esperienza.

Qualsiasi parola chiave tradizionale, intesa come kigo,  per esempio: vecchiaia perde allora qualsiasi valenza compositiva.

Un haiku mostra sempre una scena reale, quindi rilevare il “qui e ora” deve essere semplice ed  intuitivo: è sufficiente far riferimento agli elementi reali presenti nello haiku, anche se si possono avere diversi gradi di definizione, come ora vedremo.

Esempio di “qui e ora” ben definito

Torrida notte                                                                                                                                                        Sparisce il blù del mare                                                                                                                                            Tra cielo e terra

In questo esempio, la componente “qui”  definisce dove si svolge l’azione, che è indicato dal mare e dal concetto di confine espresso dal terzo verso (tra cielo e terra), mentre la componente “ora” , che definisce “il quando”, è invece indicata dal primo verso, che mostra una notte torrida come chiave temporale dell’azione.

L’immagine del “qui e ora” è quindi rappresentata dalla semplice immagine di qualcuno che osserva l’orizzonte del mare, ragionevolmente da una spiaggia, in una torrida notte d’estate.

Esempio  di“qui e ora” non ben definito, ma comunque valido

Torrida notte                                                                                                                                                        Sparisce il confine                                                                                                                                                      Tra cielo e terra

In questo esempio,  mentre la componente “ora” è la stessa di prima, quindi definita, la componente “qui”, ovvero il dove l’azione si svolge, risulta invece meno chiara.

Il luogo indicato può essere qualsiasi: il mare, una pianura o un paesaggio di montagna, anche se, a ben vedere, sicuramente, possiamo dire che si tratta di uno spazio aperto, considerando che lo haiku mostra il concetto di orizzonte.

L’immagine del “qui e ora” è quindi rappresentata da qualcuno che osserva l’orizzonte, in uno spazio aperto, di cui non sappiamo nulla, in una torrida notte d’estate.

L’azione di questo esempio, pur non essendo ben definita come la precedente, per quanto riguarda tempo e luogo, ci mostra comunque una realtà sufficientemente chiara, quindi lo haiku è valido in termini di “qui e ora”.

Il “qui e ora” può, infine, essere labile.

Un haiku ha sempre come soggetto la realtà, anche nel caso in cui essa provochi  un’emozione o un sentimento.

Nei casi in cui la realtà provochi un sentimento o un’emozione, il “qui e ora” è ancor meno preciso, ovvero risultare più labile.

In questi casi, l’immagine mentale deve ridursi ai soli elementi fisici presenti nello haiku.

Esempi di “qui e ora” labili

 Mangio una pesca                                                                                                                                              Dolcemente sugosa                                                                                                                                            Mangio un mistero

 Brucia l’incenso                                                                                                                                                        Nella mente e nel muro                                                                                                                                          Solo profumo

 Bosco di bambù                                                                                                                                                  Perdersi e poi trovarsi                                                                                                                                           Nella magia

Tutti questi esempi, mostrano degli haiku in cui la realtà (mangiare una pesca,il  bruciare dell’incenso, il bosco di bambù) causano come effetto, un’emozione (mistero, profumo inteso come unione, sensazione di magia).

In questi casi l’immagine mentale è sostanzialmente rappresentata dal soggetto che mostra l’azione.

Il “qui e ora” è quindi molto labile, ma anche quando mancano dei riferimenti precisi in termini di tempo o di luogo, quando è possibile immaginare l’azione mostrata come parte della realtà,  allora “il qui e ora” è comunque presente.

Principio d’indeterminatezza del “qui e ora”

Tutto quanto fin qui esposto, ci porta ad una semplice constatazione:

“il qui e ora è soprattutto una scelta autoriale, perchè è l’autore che decide cosa e quanto mostrare in termini di realtà vissuta, inserendo il livello di “qui e ora” che riterrà più opportuno.

“Il qui e ora” diventa allora quel legame che relaziona l’autore con ogni suo singolo lettore, perchè se è l’autore che lo ha inserito è solo chi legge che può interpretarlo.

Tutto ciò evidenzia come “il qui e ora” in un haiku non risulti più come qualcosa di meccanicamente determinato, come nel caso di utilizzo di kigo classico, ma sia un elemento d’interminatezza, che può arricchire ulteriormente il valore di un opera.

Il qui e ora consapevole= qui e ora + stacco semantico

Un “qui e ora”, senza la presenza del risvesglio della coscienza, non sarebbe consapevole, quindi è indispensabile che un haiku contenga anche un ribaltamento d’immagine.

Lo stacco semantico, o contrapposizione di due immagini, situazioni od eventi, equivale al risveglio della coscienza dell’autore.

In questo gruppo, l’evidenziazione dello stacco semanttico, tramite una forma, che potrebbe essere un trattino o l’inizio del verso con una lettera maiscola,  non è obbligatorio.
In un haiku lo stacco semantico è quasi sempre interpretabile direttamente dal testo, quindi la sua formalizzazione non ha molto senso, se non per rifarsi alla tradizione giapponese.
L’importante è che lo stacco ci sia.
Un modo per capire se lo stacco sia presente o meno, è quello di leggere lo haiku.
Ogni volta che il testo di un opera è leggibile come unico periodo, allora lo stacco semantico non è presente.

 

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