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Settembre: momenti zen, momenti haiku

Il vero zen, come la resilienza, come il wu wei taoista, non rifiuta, ne respinge, ma accetta quel che accade, per questo lo zen che emerge durante una crisi è il più genuino, perchè quando un evento incontrollabile, emotivamente pesante, ti travolge all’improvviso, allora nella mente si aprono cascate, che devi saper governare.

vomita
piegata dal dolore
lo zen è calma
è succhi gastrici

trambusto zen
la corsa, l'ospedale
governare il sè

sintomi atipici
diagnosi complicata
ecografia e zen

la "chirurga" in verde
zen è capire
fare domande giuste

il letto hi tech
una flebo dietro l'altra
zen e carezze

miglioramento
corre il pensiero
St.Nicholas beach
1200 "euri di zen"

zen è amare
aldilà dell'amore
settembre a Milano

cosa fa di un haiku un haiku?

Gettan Oshõ disse: “Keichû, il primo fabbricante di ruote fece un carro le cui ruote avevano cento raggi. Ora, supponete di prendere un carro e di rimuoverne sia le ruote che l’asse. Che cosa avreste?” (Caso 8 – Keichû, il Fabbricante di Ruote , Mumonkan 無門關 (Wu-men-kuan), La Porta senza Porta .

Allora io Vi chiedo, cosa fa di un carro, un carro ? di un gatto, un gatto ? di una donna, una donna ? dello zen , lo zen ? o infine, di un haiku, un haiku ?

La loro natura.

Togliete ad un carro le ruote, ad un gatto la felinità, ad una donna la femminilità, allo zen la pratica della mente ed ad un haiku il makoto, ovvero la genuinità e li snaturerete.

E snaturare qualcosa, equivale a toglierne l’essenza.

Così come non sono le dimensioni, o la forma a dare senso al carro, allo stesso modo non è la forma, ne le sillabe, ne le regole, a dare senso alla poesia haiku.

nella vasca
con il bagno della sera
il koan 8 di Mumon -
acqua asciutta  (EG)

La poesia Haiku non è per barbari

Rileggendo il caso 4 della famosa raccolta di koan zen Mumonkan 無門關 (Wu-men-kuan), La Porta senza Porta, mi è venuto spontaneo immaginare questo dialogo.

  • Maestro, perchè un haiku non deve avere una struttura rigida?
  • Per la stessa ragione per cui Wakuan disse, “perché il Barbaro Occidentale non ha nessuna barba ?”.
  • Ricordo che Mumon a riguardo commentò : “lo Studio dovrebbe essere vero studio, l’Illuminazione dovrebbe essere vera illuminazione. Voi dovreste una volta incontrare direttamente questo barbaro per essere veramente intimi con lui. Ma dire che voi siete già veramente intimi con lui divide in due ognuno di voi. ” Questo commento vale anche per la poesia haiku ?
  • Certamente, perchè il barbaro è lo stesso e se ragioni in termini di forma, smetti di essere un poeta.
  • Quindi anche la strofa di Mumon : “Non discutete del vostro sogno davanti ad uno sciocco. Un Barbaro senza barba oscura la chiarezza.” Ha lo stesso significato ?
  • Certamente. La chiave di lettura è la stessa.
  • Ovvero ?
  • Nello zen, come nella poesia haiku, non c’è posto per rigidi concetti predefiniti. Non discutere dei tuoi haiku con gli sciocchi. Quando un haiku è genuino, qualsiasi discussione sulla forma oscurerà la sua chiarezza.
  • Qual è allora l’errore dei barbari?
  • E’ lo stesso di Platone, quello di ragionare per archetipi, cioè cercare di rendere trascendente, una poesia che è invece pura immanenza.
Scrivi senza
Barbari pregiudizi
Sii un poeta (EG)

la mera erudizione

Maestro perchè disprezzate così tanto gli eruditi ? Non compiono forse un buon servizio alla causa della poesia ?

Amico mio, io non disprezzo nessuno, gli eruditi, nel governo del sè, sono come bambini che colpiscono una cascata con dei sassi, cercando di coglierne così l’essenza.

Quindi che bisogna fare ?

Fluire, fluire … imparare dalla cascata e diventare cascata.

Maestri e guide

Huangbo si mostrò alla congregazione dei monaci e disse:

“Voialtri vi nutrite di scorie. Sapete che non ci sono maestri di meditazione in tutta la grande era Tang?”

In quel momento, un monaco uscì dal gruppo e disse:

“Allora, cosa fanno quelli che si sforzano di correggere i discepoli e istruire le masse?”

“Non dico che non esista la Meditazione, non esistono maestri.”
Leonardo Vittorio Arena, Le iscrizioni della scogliera verde (Biyanlu), ebook 2019.

La mia idiosincrasia verso tutti i “maestri spirituali” (di qualsiasi colore, ordine o grado, essi siano) , nonché il mio zen più taoista che buddhista, nascono proprio dalla suddetta considerazione di Huangbo.

Io non concepisco, ne riconosco maestri, quando la sfera è del tutto personale, come nel caso della meditazione, guide si ! ma alla stregua dei cartelli stradali, che indicano senza intervenire.

La differenza tra maestro e guida è che il primo condiziona, fornendo indicazioni precotte , il primo parla di etica, di cosa fare o non fare, il secondo è muto, fornisce al massimo degli strumenti, il primo con lo spirito fa business, il secondo ombra ai piccioni.

Solo quando la sfera si amplia e da personale diventa anche pubblica, o sociale, o artistica, allora ha un senso la figura del maestro, perchè in questi casi c’è una storia, una tradizione, degli ideali condivisi, in tutti gli altri casi, ovvero quando hai a che fare solo con te stesso, cerca delle guide, mai dei maestri.

Basho e Galileo: haiku e entropia

  • Galileo: che guardi Matsuo ?
  • Matsuo: quelle nuvole che passano, quei fiori che cadono .. e tu ?
  • G: lo stesso, ma tu cosa vedi ?
  • M: il Tao che da origine alla natura e il ciclo dello yin e yang che genera i fenomeni … e tu che cosa vedi ?
  • G: l’entropia che aumenta … 
  • M: che cos’è l’entropia ?
  • G: entropia, dal greco en, “dentro” e tropé, “trasformazione”, è un concetto abbastanza complesso da spiegare se non conosci un po’ di termodinamica, cioè quella branca della fisica che suddivide l’universo in porzioni (sistemi termodinamici), che possono essere studiati, dal punto di vista delle loro trasformazioni.  Inoltre occorre conoscere un po’ di matematica, ovvero quel linguaggio usato, da noi fisici, per modellare i comportamenti della natura. Comunque in fisica l’entropia aumenta quando un sistema fisico passa da uno stato ad un altro più disordinato, che è quello che stava accadendo quando guardavi il vento far volare i fiori e il passaggio delle nuvole. L’entropia è quindi legata alle trasformazioni della natura, ai fenomeni fisici, al cambiamento, quindi ai processi irreversibili, pertanto genera la percezione di quello che noi chiamiamo tempo: il ramo che prima era pieno di fiori, ora è più spoglio e fiori sono sparsi ovunque sul terreno, la realtà è cambiata, è accaduto qualcosa di irreversibile, l’entropia è aumentata e noi abbiamo percepito tutto questo come tempo.
  • M: credo di aver capito, anche se ho l’impressione che scendendo così nel particolare, alla fine si perda l’insieme
  • G: non sbagli Matsuo, il rischio è che guardando un fiore che cade si pensi ad una formula, perdendo il senso di quel momento
  • M: a questo punto Galileo, mi chiedo allora chi, tra di noi, sia nel giusto 
  • G: credo entrambi e allo stesso tempo nessuno
  • M: che vuoi dire ?
  • G: amico mio, penso che, attraverso gli haiku, tu ti sia interessato alla comprensione dell’essenza della natura ma non al suo funzionamento, mentre io, con il mio metodo scientifico, ho indagato sul suo funzionamento, ma non alla sua essenza, quindi credo che entrambi siamo nel giusto, ma allo stesso tempo abbiamo trascurato un fattore importante per raggiungere la piena comprensione

 

le 3 catene e le 3 libertà

Un giorno un nuovo discepolo chiese a Basho:  “Maestro, cosa incontrerò sulla Via della parola?”

Basho rispose:

La Via della parola è fatta da 3 catene e 3 liberazioni.

La prima catena da spezzare sarà quella dell’ignoranza, quindi dovrai liberati dall’ignoranza attraverso lo studio dei maestri.

La seconda catena da spezzare sarà quella della conoscenza, quindi dovrai liberati da tutto quello che avrai studiato ed imparato, attraverso la consapevolezza poetica.

La terza catena da spezzare sarà quella della consapevolezza poetica, quindi dovrai liberati della tua stessa poesia.

haiku vuoti

muLa realtà in sè è sempre priva di significato, per questo tutti gli eventi o i fenomeni sono vuoti.

Dire che la realtà è vuota, ovvero priva di significato, non significa però che sia insignificante, ma soltanto averne afferrato la verità zen.

Non è il vento che si muove, non è la bandiera che si muove; è la vostra mente che si muove.   (Hui-neng – 638 – 713, VI patriarca Chan)

Solo la mente colora ed attribuisce dei valori arbitrari a ciò che osserviamo riempiendoli poi di significato, quindi senza questa comprensione non ci può essere haiku, ma solo rispettabile poesia.

Un poeta di haiku sa sempre distinguere tra  mondo reale e modo illusorio, sa determinare ciò che è, da ciò che non è, e sa destreggiarsi tra i giochi d’ombra creati dalla mente.

Un poeta di haiku non si lascia condizionare dalle emozioni o dai sentimenti, li può usare, ma non ne rimane invischiato, per questo è consapevole, per questo è libero, per questo ama.

tutto è vuoto
tutto è pieno
sopra la terra e sotto il cielo   (EG)

piscio sui tramonti
sputo alla luna
io amo
(EG)