Archivi categoria: Sillogi

dal Lab: il karumi sullo stendino

Miglior opera: haiku che più si avvicina all’ideale poetico di M.Basho

Nazarena Rampini

bucato bianco
le righe di ruggine
vecchio stendino

Menzioni: haiku che presentano delle sbavature.

Giusy Cantone

Luna nuova
i bracci rotti
dello stendino

Gabriella De Masi

Stendino
Le gocce dei panni
sopra le rose

Daniela Mannone

Solo mollette
sullo stendino vuoto
Cielo di pioggia

Donatella Fusetti

Panni stropicciati
Illumina la luna
un filo rotto

Maurizio Gusmerini

stendino appeso al muro
5 mollette blu
uno straccio per la polvere

 

 

Ikkyū Sōjun : 3 poesie zen

1.

Quando, così come sono
le gocce di rugiada si raccolgono 
sulle rosse foglie dell'acero
tu allora contempla quelle perle scarlatte! 

Fare poesia non è accumulare conoscenza, perchè anche se la conoscenza e lo studio aiutano a scrivere meglio, alla fine tutto deve essere trasceso e dimenticato.

2.

Una breve pausa tra qui e là 
tra la via stagnante e la Via che fluisce
Se piove, lascia che piova! 
Se tempesta, lascia che tempesti!

Potrebbe sembrare fatalismo, in realtà è la mente zen.

3.

Una nuvola pazza e libera nel cielo 
follemente spazzata dal vento
selvaggiamente come accade! 
Chissà dove andrà questa nuvola,
ancora dove vuole il vento? 
Il sole sorge dal mare orientale e brilla sulla terra.

Come dico spesso, libertà è zen e non c’è zen senza libertà.

Soen Nakagawa: haiku commentati in una riga.

soennakagawaUn giorno, il maestro Zen Soen Nakagawa (1907-1984)  durante  una “cerimonia del tè” tirò fuori delle tazze di polistirolo e un barattolo di caffè istantaneo dicendo:

non siamo forse troppo attaccati alla forma, perdendo così lo spirito del momento !? 

io amo quest’uomo (EG)

Ecco alcuni suoi haiku, con miei commenti lampo.

Un pene è un pene, un tramonto è un tramonto , non è mai cosa guardi, ma come guardi, che conta.

Fuori nella steppa
puntando il mio pene
mi sveglio da un pisolino

Quando riuscirai a mostrare ciò che non può essere mostrato, allora considerati un poeta.

La mia promessa è infinita  
sotto il cielo azzurro
l’autunno non ha confini

Lo Zendo come la mente! solo i maestri scrivono koan haiku.

Il nuovo zendo
tutto è pervaso
brezza profumata

Ogni attimo vissuto pienamente è un regalo unico. Il difficile è quel pienamente,

Grazie !
le lacrime si fondono nella neve di montagna

Quando guardando un prato, vedrai ogni zolla e ogni singolo filo d’erba, allora tra te e Basho, nessuna differenza.

Com’è solenne
ogni zolla d’erba 
illuminata dalla luna 

Siamo fatti di stelle, tutto è fatto di stelle…. fisica e zen.

Splendide affinità
la grande corona solare
le foglie verdi

La consapevolezza nel qui e ora si misura a colpi di sandalo.

I sandali di paglia gettati da parte
mi avvicino ai pendii della montagna lontana
foschia

Mu! Maestro Mu!

Può questa foglia d’acero
dallo stupa di Hakuin
attraversare l’oceano?

La compassione buddhista …  una presenza e le cose migliorano.

La visita di una monaca 
alla luce della luna
come luccicano i ghiaccioli!

La fine di qualcosa, è l’inizio per qualcos’altro … questo è il ciclo dell’universo.

Scomparendo
la neve sulla cima della montagna
srotola un arcobaleno

Un bel posto per fare zazen.

Arriva la primavera
l’oceano pacifico
sarà il mio zabuton

E’ nella natura del vuoto quello di riempirsi ..quindi la scelta è restare pieni o svuotarsi ancora.

Grande vuoto
come l’anno si chiude
io rientro nella montagna

Per tutti gli idioti che pensano che lo zen sia misticismo

Nella bufera
un monaco seduto
vita e morte

Per tutti gli idioti che NON pensano che lo zen sia misticismo

Grande solitudine
il mio corpo sottile
autunno trasparente

Stupidità, avidità, ipocrisia … se soltanto sparissero, potrebbe accadere.

Toccando l’un l’altro
ognuno diventa
un ciottolo del mondo

Ecco come possono sparire stupidità, avidità e ipocrisia.

Nello zendo
Aceri nel crepuscolo
Vieni a danzare.

Staccandoci da tutto e da tutti.

Ovunque vada
lì è casa
l’anno del maiale.

 

Lab, maschi e femmine: momenti haiku

Inconfondibili momenti haiku. Ampia selezione presa dal Lab.

Momenti haiku maschili

Elio Gottardi

tavoletta alzata
l’imprevedibile traiettoria del piscio

schiuma da barba
l’acciaio del rasoio
impastato di peli

in TV
l’Olimpia Milano
una birra rossa 
il tifo sbracato

Francesco Sobberi 

Guardo lo specchio
vedo mio padre

Vincenzo Adamo

la barba lunga
aspiro a fare il monaco

Momenti haiku femminili

Zoé Alef Zel 

le scarpe in mano
tacchi e piedi liberi

il gatto sul letto
dividiamo un panino
lacrime al mascara

un bagno caldo
rotondità e vapore
la pioggia sui vetri
profumi estivi

Margherita Petriccione 

mandala
contando le maglie all’uncinetto

il solito rossetto
passato sulle labbra –
stanchezza

strappo lieve 
la depilazione
più semplice
con gli anni

Gabriella De Masi

Caldo
I capelli e un fiocco rosa

Crema idratante
Agli angoli degli occhi
Le prime rughe

Unghie
Rosso corallo 
Stesso colore
Le labbra

Angiola Inglese

notte di stelle cadenti
isterectomia

sopracciglia 
con la matita fine
piccoli tratti

tubino a fiori
le ginocchia
abbronzate
così spavalde

Rosa Maria Di Salvatore

gli stessi gesti
il lavoro a maglia
un dritto e un rovescio

l’ombretto
steso pian piano
il pennello
contorni sfumati

Giusy Cantone

riflessi bianchi
l”antirughe senza beccuccio

cacca di gatto
il trucco della sera
sul cuscino

addio
sui capelli sciolti
polvere di lacca
dimissioni

Maria Malferrari

vento
i capelli raccolti in una treccia

sul tovagliolo
tracce di rossetto
solitudine

in terrazza
bikini stesi
sandali dorati
così brillanti

Ester Mastroianni

Fiori di loto
Sul kimono
La bocca laccata
Di corallo

Nazarena Rampini

Luce d’estate 
senza trucco la mia ombra

Sciolgo i capelli
un nastro di seta
nell’aria estiva

Inverno 
sul viso pallido
un velo 
di terra indiana

Nuky Kristijno

her sparkling errings                  i suoi orecchini scintillanti
holding her hair up                     i suoi capelli tirati su

mirror on the wall                     specchio sul muro
beaded pin on yellow hair        una spilla di perline nei capelli gialli
smear of red lipstick                  rossi sbaffi di rossetto
blue scarf for morning              sciarpa blu per la mattina

Dripping mascara                        il mascara gocciola                     
Heated stove in the kitchen        la stufa calda in cucina
Ruining the morning                   mattinata rovinata

Monica Federico

Sotto la doccia
aloe vera e lamette rosa

Filo di trucco
sulle labbra carnose
niente rossetto

Radici bianche
la carta trasparente
a mo’ di casco
meditazione

 

In memoria di Isamu Hashimoto

hashimotoIl 19 luglio 2017, Mainichi  ha annunciato la morte di Isamu Hashimoto, per 20 anni selezionatore della rubrica  Haiku in English, aveva 75 anni.

Oggi, gli amministratori ed alcuni membri del Lab  lo vogliono ricordare, riproponendo alcuni dei loro lavori, da lui selezionati.

Haiku: May 30, 2017

me and the dog
different footprints
in the shore

Antonio Mangiameli (Lentini, Italy)

Haiku: Jan. 6, 2017

anesthesia-
on tanned hands
a butterfly

Angiola Inglese (Pederobba, Italy)

Haiku: June 5, 2017

smell of rain
unmistakable
grass cut

Angiola Inglese (Pederobba, Italy)

Haiku: July 25, 2017

a scarp
and a poppy field–
choreography of the wind

Margherita Petriccione (Scauri, Italy)

Haiku: June 10, 2017

spring cleaning–
scattered in the wind
the words

Margherita Petriccione (Scauri, Italy)

Haiku: April 21, 2017

blurred images
in black and white
Memorial Day

Margherita Petriccione (Scauri, Italy)

Haiku: March 6, 2017

A white hair…
Let the winter sun
kindle it

Margherita Petriccione (Scauri, Italy)

Haiku: May 13, 2017

in a hot cup
the face before I was born
bergamot black tea

elio gottardi (Milano, Italy)

Haiku: July 27, 2017

Sudden sun
The shadow of pine
over hydrangeas

Nazarena Rampini (Milano, Italy)

Haiku: April 20, 2017

convalescence
a bit of pink eye shadow
and a snowdrop

Nazarena Rampini (Milano, Italy)

Haiku: March 3, 2017

Foggy day
amongst pine trees fades away
a wing beat

Nazarena Rampini (Milano, Italy)

Haiku: Feb. 7, 2017

winter sky–
branches move apart
from one another

Nazarena Rampini (Milano, Italy)

 

kitchen-haiku silloge

 

Nell’ottica di vivere intensamente ogni momento della quotidianità, alcuni iscritti al Lab Zen Haiku Italia hanno presentato agli altri membri un racconto breve e un haiku in relazione al piatto che si sta preparando nella giornata o che si è consumato altrove, una specie di piccolo haibun di viaggio nel quotidiano e nella gastronomia. Qui di seguito vengono riportati tutti i lavori , primo tra tutti quello di Andreina Pilia che ha ottenuto il maggior numero di like

 

Andreina Pilia

La pizza napoletana , quella col cornicione alto tanto amata da mia figlia . Ci proviamo : cominciamo con la farina che deve essere bella forte .Dopo una decina di minuti davanti agli scaffali del supermercato , finalmente la scelta , quella più forte che troviamo tra le Manitoba . Tornate a casa cominciano le operazioni di impasto che poi lasciamo lievitare qualche ora . Tra consulti e video su YouTube alla fine sforniamo la pizza più bella e buona che abbiamo mai fatto , in onore ,se non altro, al lavoro minuzioso e di ricerca con il quale è stata condita

Il forno è caldo
Raccolgo il basilico
per la mia pizza

 

Giusy Cantone

Tutta l’afa del giorno pesa sulle gambe ,l’odore prepotente del salmoriglio coi king prows ,pervade ancora la grotta e la divisa
L’ultimo cliente giapponese si perde nelle piccole bollicine della Medina bianca (vino locale) le foglioline di menta che guariscono il piatto si sono asciugate…Non mi resta che aspettare….fuori….un sorso… d’aria fresca
Eppure ancora mi sento straniera in questa terra….cadono stanche le braccia lungo i fianchi e mi stupisco di quanto sollievo possono darmi riflessi di luna nella vetrina

King prows
contorni di luna
nella vetrina

Tania Ballotta

Partiamo dal presupposto che odio cucinare quindi “lo faccio solo per sopravvivenza” ma soprattutto d’estate mi lancio sulle paste/ riso freddi con tutto cio’ che trovo in frigo. Nei momenti di sconforto poi aggiungo maionese come se piovesse!

La maionese
Tutto l’orto nel piatto
si confonde

 

Gabriella De Masi

Tornata dal mare mi sento accaldata. L’ androne dell’ albergo mi accoglie con l’ aria condizionata. Che refrigerio! È ora di pranzo e, dopo una doccia veloce, scendo nella sala-ristorante. Mi rendo conto di non aver fame. Giro pigramente tra i piatti del buffet. Ho voglia di qualcosa di fresco e leggero. Mi dirigo verso la zona delle verdure. Con tutti i colori degli ortaggi penso ad una bella insalata…tutta da disegnare. Sul piatto dispongo due fettine di cetriolo e sopra ciascuna di esse un’ oliva nera: improvvisamente due occhi intensi mi guardano. Ora il naso: un ravanello? No, non ne vedo…oh! Ci sono i pomodorini ciliegini! Ne colloco uno al centro, proprio sotto gli occhi. Due strisce di peperone giallo a mo’ di labbra piegate un po’ all’insù mi sorridono. E i capelli? Ma si…le carote alla julienne. Una bella manciata sul bordo del piatto. Per finire, una foglia di lattuga per cravatta. Ed ecco la più bella faccia da clown che abbia mai creato…tutta da mangiare.

Colori e ortaggi
Il volto di un pagliaccio
dentro il mio piatto

 

Margherita Petriccione

Ho cercato a lungo il posto dove piantarli, negli esigui spazi del mio giardino, e con l’attenzione del neofita ho contato lo svilupparsi di foglie e di viticchi  uno ad uno, ed ora i fagiolini sono colti! In questa afa da record bisogna fare di necessità virtù per cui : cosa è meglio, per la serata torrida che si prevede, di un’insalata di patate e fagiolini, semplice, al limite dell’austerità? Un po’ d’aceto di mele, l’olio preso personalmente al frantoio, lo spicchio d’aglio ( e ce vò!!), e come tocco personale i cucunci dei capperi preparati con le mie manine d’oro… c’è fresco, c’è luna crescente, è la sera di San Giovanni e per fortuna ho un porticato .

irrigatori
un’insalata fresca
la sera…

 

Angela Giordano

La telefonata di mia figlia mi ha rallegrata, a breve sarà qui dopo mesi di lontananza e resto sorpresa della sua richiesta inaspettata: mangiare la “parmigiana”.
Cambiare gusti alimentari è sinonimo di crescita interiore e questo è positivo.
Faccio la spesa scegliendo con cura tutti gli ingredienti…le melanzane fresche ,la mozzarella artigianale ,la salsiccia e le uova paesane ,il basilico che coltivo sul balcone per il sugo.
Sarà un piatto pesante per la frittura delle melanzane ma guardare mia figlia che assapora ogni boccone con vera goduria mi riempie di gioia, io divoro lei con gli occhi, la mia piccolina che ormai è diventata una donna.

la parmigiana-
oggi tutto il sapore
della felicità

 

Pasquale Asprea

Sono in ferie e non ho voglia di cucinare oggi. Qui sulla spiaggia, il sole batte forte, ho fatto una nuotata con la maschera, ho visto un polpo che non sono riuscito a prendere con le mani e mi sono graffiato la mano infilandola nella tana, già lo vedevo con patate, aglio ,prezzemolo e olio ex.vergine…poco male, lui continua a nuotare e io fatta una doccia mi dirigo verso il vicino lido dove penso prenderò spaghetti alle vongole e un insalata di polpo…

Tana di polpo –
uno spruzzo di nero
s’allarga intorno

 

Maria Malferrari

Un piatto tipico assaggiato in un ristorante sotto le Due Torri di Bologna: gnocchi salvia e noci.
Ed eccomi con le mani immerse nella farina, mescolata alle patate che bruciano. Una palla, poi dei rotoli tagliati in tanti pezzetti. Qui, con un gesto sapiente delle dita, spingo ogni pezzetto sulla grattugia, rotolandolo e svuotandolo. Gli gnocchi, gettati nell’acqua bollente, presto verranno a galla. Sono cotti: ora un po’ di burro fuso, due foglioline di salvia dall’angolo ombreggiato del prato e noci tritate. Il noce: un albero secolare che da anni dispensa la sua ombra e che ha visto mio figlio crescere, andando in triciclo attorno al suo tronco e mangiando torte di compleanno, anno dopo anno…

Gnocchi dorati
Noci e salvia dal prato
Un ricordo

 

Angiola Inglese

La mia è una cucina semplice e poco elaborata, cerco di ottenere il massimo risultato col minimo sforzo, con l’aiuto di mio marito che svolge la fase finale, dopo che io ho preparato tutti gli ingredienti. Pesto, pomodoro, salse varie di verdure sono tutte fatte con prodotti dell’orto, così come le marmellate : ho la fortuna di trovare frutta non trattata, anche quando la devo acquistare.
La colazione è il nostro pasto preferito, con vari tipi di pane e fette biscottate , marmellate di almeno tre colori e gusti diversi, yogurt e ..il mio muesli.
Mi piace prepararlo da sola, mescolando vari tipi di cereali , semi e frutta : non ho una ricetta precisa, ne preparo un bel barattolo e ogni volta è una sorpresa, c‘è sempre un gusto nuovo e diverso far gli ingredienti :

grano saraceno-segale- avena
semi di lino – chia-canapa
mirtilli rossi – uvetta di corinto
bacche di aronia – bacche di goji
noci e zenzero, cacao e cannella

nuvole ed afa ,
qualche goccia nell’erba-
orzo e caffè

 

Monica Federico

Durante la settimana la sveglia molto presto e la corsa al lavoro impediscono un’abbondante colazione. Durante il fine settimana, invece, ci concediamo un tempo armonioso e lento. Candele accese sul tavolo, croissants con marmellata (al whisky per me, ai frutti rossi per Ettore) latte e cornflakes, caffè, frutta fresca, e un uovo alla coque. Oggi sull’uovo una sorpresa: una piuma sul guscio! Così vaporosa e innocente che Ettore ha esclamato: “Mamma, prendine un altro. Questo, lasciamolo lì. È troppo bello”.

Giorno di festa-
sul guscio dell’uovo
la piuma bianca

 

7 haiku di Margherita Petriccione selezionati da lei stessa

Quando ho preso la decisione di allargare l’amministrazione del Lab, Margherita Petriccione ed Angiola Inglese sono state elette contemporaneamente.
La ragione è semplice, come per l’atomo di idrogeno, dove elettrone e protone stanno insieme, non ho separato ciò che non doveva essere separato.
In questa coppia di prof, se Angiola è lo yin Margherita è lo yang, quindi è attraverso questa complementarietà che, nel Lab, formano una sorta di unità operativa che funziona come un orologio svizzero.
Io, per scelta e convinzioni personali, cerco sempre di tenermi abbastanza distante dalle dinamiche relazionali social, quindi mi godo da lontano questa loro bella amicizia, che in qualche modo mi sfiora, come un sole al tramonto.
Se le composizioni di Angiola sono un richiamo alla semplicità, quelle di Margherita sono “pane secco”, ovvero il termine con cui nel Lab abbiamo ridefinito il wabi sabi giapponese.
Ricordo che quando nel Lab ho cominciato a spingere per uscire dalla bolla compositiva tradizionale giapponese, Margherita è stata la prima a rendersi conto di questa opportunità di crescita, capendo che era l’unico modo per rimanere coerenti con l’insegnamento di Basho, che invita a non scimmiottare i maestri, ma a ricercare quello che i maestri cercavano, ovvero lo spirito originale della poesia, che è universale, senza tempo e senza luogo.
Margherita è stata sempre la prima a comprendere che questo spirito, per come lo intendeva Basho, si abbevera nello zen.
Margherita è stata la prima a comprendere che haiku è come sfogliare una cipolla, dove all’esterno ci sono gli strati più popolari, quelli che tutti possono comprendere, mentre al centro c’è lo zen, a cui pochissimi accedono, a causa delle lacrime e della perseveranza che lo sfogliare cipolle richiede.
Margherita, proprio ieri, ha risolto il suo primo koan e si sta avvicinando al centro della cipolla.
La sua poesia ne è quindi influenzata ed i temi zen del “pane secco”, come l’impermanenza, la solitudine, il valore delle cose senza valore, rimbalzano nelle sue composizioni, di cui di seguito abbiamo una sintesi, che lei stessa ha selezionato.
Ma questa silloge è solo una tappa del percorso di Margherita che, vi posso assicurare, ha ancora molto da dire, ma soprattutto da scrivere.

Il suo silenzio…
la bambina ed il mare
al primo incontro

” vucumprà” –
cancella le sue orme
il mare

vento d’autunno –
l’ombrello mi trascina
dentro la pioggia

sole sugli occhi-
la mente un mare aperto
colmo di vento

black-out-
si riempie di stelle
il cielo

il mio giardino…
l’orizzonte di un falco

eco di campane funebri-
attraversa il sentiero un‘ape

7 Haiku di Angiola Inglese selezionati da lei stessa

Angiola è una delle amministratrici del Lab ed ormai preziosa collaboratrice, oltre che amica virtuale.

Tenace, attenta e puntigliosa, come tutte le prof di mate suppongo debbano essere, possiede quelle doti di delicatezza, grazia e pazienza tipicamente femminili, che a me mancano totalmente, ma che sono indispensabili, soprattutto come approccio iniziale con i principianti.

Lo stile compositivo, che Angiola ormai ha affinato, è coerente con lo spirito originale della poesia orientale, caratterizzato dalla semplicità e dal rapporto con la natura, tanto da essere stato riconosciuto, apprezzato e poi riportato in diverse pubblicazioni nazionali ed internazionali.

Ma se la semplicità è il denominatore comune di tutte le sue opere, un occhio attento non può non notare come dalle stesse emerga sempre un particolare, un termine, una parola che impreziosisce e da luce all’intera composizione e che quindi fa risplendere questa sua semplicità.

In modo del tutto spontaneo e quindi genuino, come richiesto da Basho , Angiola ha quindi maturato una sua personalità autoriale, in una Via della parola autentica e libera, come ci sforziamo di promuovere nel Lab e come dimostra questa silloge di opere, che lei stessa ha selezionato per noi.

Ringraziandola ancora per il suo suo lavoro, lascio che le sue composizioni parlino per noi.

pioppi-
la riva del torrente
si snoda al sole

nuvole –
la pioggia di domani
dentro le ossa

freddo-
nell’intimità della casa
formiche

papaveri-
il colore del vento
fra le rotaie.

la pioggia fitta –
sui fiori dell’acacia
ancora, ancora

ciuffi di nuvole nell’aria tiepida
ciuffi di pioppo

il grano verde-
sulle rive del Piave
ta pum! ta pum! tapum !

Breve silloge per parole chiave: Pasqua e Pasquetta

Margherita Petriccione

Pasqua-
una tavola d’avanzi e un sonno greve

Maria Malferrari

Pasqua-
auguri ripetuti per abitudine

Elías Dávila

Luna di Pasqua
Sulla Croce della Chiesa
I piccioni

Daniela Cobaich Mascaretti

Pasqua –
profumo d’incenso
intorno a me

Zoé Alef Zel

Uovo di pasqua
Senza sorpresa muore
un giorno di festa

Giusy Cantone

Centro tavola
il becco del pulcino
cade a pasquetta

Angela Giordano

uova pasquali-
dopo tante sorprese
l’assuefazione

Miriam Bonvini

Veglia di pasqua –
le campane a distesa
sul mio silenzio

Gabriella De Masi

Pasqua
Il dolore del mondo
è fragoroso

Angiola Inglese

nuvole a Pasqua-
il tempo breve
dei fiori di peonia

Monica Federico

Pasqua-
ogni giorno che passa
cambia lo sguardo

Carolina Mar

Attraverso ombre e luci
Onde pasquali

Rosa Maria Di Salvatore

Pasquetta –
partecipano al pranzo
anche le formiche