Archivi categoria: Haiku selezionati da EG

Dal Lab: haiku e politica

Cervelli populisti
Matteo Salvini
L'olandese Rutte 
Ragnatele e sovranismi (EG)

Haiku e politica non vanno molto d’accordo, perchè se haiku è poesia della realtà, la politica è volatilità e , soprattutto oggi, pura illusione e demagogia.

Ad ogni modo, se la via haiku è quasi impraticabile, rimane aperta la via pseudo-haiku, per una pratica che, se non ci può vedere impegnanti come poeti, almeno può vederci attivi come cittadini consapevoli.

Come esercizio ho chiesto, agli iscritti al Lab, un’ opera (haiku o pseudo-haiku) contenente i seguenti termini :

  • olandese
  • Matteo Salvini
  • ragnatele

Di seguito le 5 migliori:

Antonio Mangiameli
una foto di salvini
un fiorino olandese -
ragnatele

era già complicato riuscire a scrvere un haiku, se poi è anche buono, non c'è molto altro da aggiungere.

Margherita Petriccione 
la zuppa all'olandese
e il pan bagnato di Salvini …
ragnatele

sarcasmo e critica politica non mancano, come non dovrebbero mai mancare in questo genere di pseudo-haiku.

Monica Federico 
Niet olandese-
nella tela dei sovranisti
Matteo Salvini

critica più concreta, è chiaro che perseguire politiche sovraniste, volendo rimanere in Europa è una contraddizione in termini.

Zoé Alef Zel 
le ragnatele in testa
Matteo Salvini parla-
peggio d'un olandese ubriaco

pseudohaiku migliorabile nella forma, ma decisamente forte, in termini di satira politica

Paola Trevisson 
messaggio olandese
messaggio di Salvini
ragnatele dietro la tv

pacato ma abbastanza efficace l'accostamento tra le politiche olandesi e leghista 

Dal Lab: 7 haiku / contest ” al tempo del Covid”

Da quasi un centinaio di opere postate dagli iscritti in un paio di giorni, ho selezionato i seguenti haiku:

Margherita Petriccione
quarantena–
l’ombra si stringe
negli angoli
Angiola Inglese
isolamento-
sessantaquattro spazi
sulla scacchiera
Maurizio Gusmerini
il volto coperto -
sugli occhiali
nuvole di fiato
Gabriella De Masi
Casa di riposo
Càdono ad uno ad uno
i fiori di ciliegio
Vincenzo Adamo
città chiusa-
passo i miei giorni
a cercare la chiave
Carmela Marino
i primi fiori-
sembra alleggerirsi
la mascherina
Giusy Cantone
Quarantena
in questa piccola prigione
ritrovo le radici

Dal Lab : la notte

Angiola Inglese
notte d’ottobre-
un cumulo di foglie
sfiora la luna

Stefano Riondato
Tutto è notte
Tranne gli occhi sbarrati
di un gatto nero

Margherita Petriccione
notte insonne
l’erba sempre più gialla
bevo il mio tè

Vincenzo Adamo
Prendo appunti
In questa notte insonne
prendo appunti

Pasquale Asprea
Notte di vento –
il salice si spoglia
sotto la luna

Monica Federico
Notte di pianto-
fili di seta e piombo
si intrecciano

Elio Gottardi
che silenzio !
albergo nella notte
una tazza di tè mi fa da orologio

Connessioni: un haiku di Angiola Inglese

Angiola è una poetessa di spessore e talento.

Iscritta dall’aprile 2015, il suo percorso ormai trascende il Lab, come è giusto che sia, anche se continua a prestare servizio da noi come amministratore, cosa fondamentale e per la quale tutti noi la ringraziamo.

Avere amministratori che sappiano anche scrivere è il nostro valore aggiunto, perchè è la dimostrazione implicita della correttezza delle nostre scelte.

fil rouge-
il cielo freddo 
nel tuo silenzio  

(A.Inglese)

La metrica di questo suo haiku è un  2-5-6, per 13 sillabe totali (rouge vale 1), quindi assolutamente fuori dagli schemi classici, ciononostante il risultato è musicalmente armonico, quindi questo haiku è un buon esempio di come vada gestito il ritmo negli h3ku.

Il termine “cielo freddo”  rispetta il “qui e ora” , anche se in forma debole,  nonchè  la sua pseudo-variante kigaiola, in quanto ci riconduce ad uno scenario invernale.

L’individuazione del soggetto è invece ambigua, un giapponese direbbe che c’è molto yugen in questo haiku, io mi limiterò a dire che l’indeterminatezza del soggetto rende questo haiku estremamente affascinante.

Sarà stato infatti il cielo freddo ad aver scatenato la correlazione con la silenziosità di una presenza non ben definita, o viceversa?

Comunque sia, in entrambi i casi, ci troviamo di fronte alla realtà, quindi l’opera è un haiku.

Tutte queste considerazioni svaniscono se però guardiamo all’essenza, perchè qui stiamo osservando una connessione.

E’ mia opinione che spesso la qualità di un haiku abbia a che fare con la capacità di mostrare una connessione, ovvero una relazione.

Zen è connessione, non importa con chi o con cosa , ma soprattutto senza una scala di valori, puoi entrare in relazione con la luna, con chi ami o lo sterco di un cane lasciato sul marciapiede,  tutto va bene, non ha nessuna importanza, perchè l’unica cosa che conta è la relazione, o meglio cogliere la connessione.

Per questo, in un haiku, più il soggetto sfuma e si perde nella relazione e migliore è l’opera.

 

7 Haiku di Vincenzo Adamo selezionati da EG

Aria salmastra
Il colore del pesce
essiccato

Tela di ragno
La rugiada riscalda
la zuppa fredda

Lapidi e fiori
Il volto di mia madre
a primavera

Afa
da una conchiglia vuota
un granchio

Pioggia di giugno
I passeri cercano
spighe nel fango

Luna crescente
Il latte col caffè
nero a metà

Rosa recisa
Quel profumo che manca
nel mio giardino

un haiku zen haiku di Angiola Inglese

C’è una certa differenza tra uno “zen haiku” e un “haiku zen”, che al momento non intendo spiegare.

Ad ogni modo, ogni haiku che si pone sulla Via della parola può essere uno “zen haiku”, un  “haiku zen” oppure entrambi, ovvero uno “haiku zen haiku”.

Di seguito un “haiku zen haiku”  di Angiola Inglese.

giorni più corti-
nel vaso di coccio
l’ultimo limone        (Angiola Inglese)

questo il suo omologo zen:

L’albero verde
La sua ombra così sottile
Nel lungo giorno d’estate   (Zenrin Kushu)

 

 

Haiku e il lato oscuro della forza

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Conosco Pasquale Asprea da qualche anno.
Lui è un talento naturale, probabilmente nato per scrivere haiku.

Se io avessi metà del suo talento, sarei uno Jedi dello Haikai e mi considererei più che soddisfatto.
Peccato che Pasquale, nonostante tutto il suo talento, sia passato al “lato oscuro della forza”, nel momento in cui ha sposato la forma rigida del 5-7-5, come unica regola compositiva.
Prendete il primo verso di questo suo haiku zoppicante ed aggiungeteci quell’articolo ucciso dalla regola, ma che grida vendetta, perchè vuole resuscitare.

A volte basta un solo articolo per trasformare un haiku zoppicante in qualcosa di meraviglioso …

.. Una …

(Una)  canoa sola –
sottovento la costa
glicini in fiore

Il che ci porta al cuore del problema: un poeta che, ogni volta che serve, non è in grado di sfanculizzare le regole, può definirsi un vero poeta?

Lascio a voi la risposta, la mia, per la precisione, è  la stessa di Matsuo Basho.

Mi auguro, per il bene di tutti, che prima o poi Pasquale si liberi dai demoni che lo stanno imprigionando e delle zavorre che gli stanno impedendo, a volte, come in questo caso, di volare in alto.

Nuvola vagante

Canoa sola –

sottovento la costa

glicini in fiore

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Lab: eros e haiku

Esercizio del 26 febbraio

Angiola Inglese
un corpo solo –
respiro lentamente
mentre ti guardo

Jeffrey Winke
her seven button
blouse…
three undone

Monica Federico
Notte in albergo-
il reggiseno nero
sfilato in fretta

Daniela Cobaich Mascaretti
un soffio rosso-
le mutandine di seta
scivolano lente

Ermanna Dellavalle
Esposizione
Un fallico suiseki
Stringo le cosce

Miriam Bonvini
umide dita –
nel piacere solitario
il mio profumo

Nuky Kristijno
sounds of your whisper
carresing wild desire
on my rose petals

Margherita Petriccione
veste di seta…
scivola fino ai piedi
una carezza

Andreina Pilia
Accarezzi la seta
Le tue dita e il mio corpo
stesso ritmo

Nicola Piccinini
Puntuti seni
colazione per un uomo
assetato di te

Tania Ballotta
Lungo la schiena
scivolano le dita
Ruvida lingua

Gabriella De Masi
La maglia alzata
I miei seni 
sulle tue labbra

Giusy Cantone
Melone e menta
un vortice la tua bocca
all’improvviso

Maria Malferrari
Carezze all’alba
Da pelle a pelle
scorre un brivido

Kyoko Bengala
Densa e’ la notte
tra le spalle ed il collo
Caldi brividi

Zoé Alef Zel
il vento forte-
sulla mia schiena nuda
tutto il tuo peso

Maurizio Gusmerini
occhi riversi –
e la mano affonda
tra calde curve

Stefano Riondato
Solo le onde
lasciando fuori il mare
Stanotte insieme

Elio Gottardi
inferno e paradiso
insieme –
pallide cosce di una giovane donna

Primi freddi: 7 haiku selezionati da EG

Miriam Bonvini

I primi freddi
Sul golfino l’odore di naftalina

Margherita Petriccione

I primi freddi
La fiamma del camino
Le pigne aperte

Stefania Andreoni

Il primo freddo
La sciarpa intorno al collo
Cammino in fretta

Pasquale Asprea

Il primo freddo
Nel volo silenzioso della civetta

Angiola Inglese

Colori nel vento
Ogni giorno più freddo
L’acero rosso

Nazarena Rampini

Il primo freddo 
Rami zuppi di pioggia
Impercettibile canto

Francesco Palladino

Freddo mattino
Le rondini sul filo prima del sole