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CoV-19, Il sogno di Zhuangzi e la spesa al super

Dopo il sogno della farfalla, Zhuangzi sognò di essere un virione CoV-19 che voleva infettare Zhuangzi . Dopo essersi svegliato, Zhuangzi si chiese ancora se il sogno era finito, oppure se non fosse quel virione che stava sognando di essere Zhuangzi .

Con questo dubbio in testa, si alzò, si vestì e si recò al super per comprare il dentifricio, l’olio e la sua solita baguette.

In coda alla cassa, guardando la signora con la mascherina e il carrello stracolmo davanti a lui, pensò:

Che importa! che io sia
Zhuangzi o un Cov-19
è certo che
non sono un cretino

Poi, tornato a casa, si lavò innanzitutto le mani, come sempre aveva fatto nella sua vita.

Home sweet home

Milano già mi manca.

Impercettibile e silenziosamente, questa sensazione s’insinua nella mia mente.

Osservo questa mia nostalgia e mi chiedo se sia un sintomo del mio attaccamento, della vecchiaia che avanza, o soltanto una manifestazione della mia natura montanara.

Disequilibrio.

Osservo questo disequilibrio, che ogni domanda rivolta a sè stessi contiene.

Mi chiedo se saranno i caffè imbevibili, gli improbabili menù, oppure quella barbara, costante ed incomprensibile mancanza di bidè negli alberghi, dove sono costretto a parlare il mio pessimo inglese, o chissà cos’altro, che sta accentuando questa mia voglia di Milano

Comunque sia, osservo questa mia disarmonia, piccola o grande che sia.

Milano come stato mentale, la vita come stato mentale, haiku come strumento dei miei stati mentali …… e va bene così.

La Moldava
L’acqua ha il colore del petrolio

Sul ponte Carlo pieno di gente
Io non sono qui (EG)

La china : un haibun di EG

Sulla china, da sempre, da quando sono nato, solo più consapevole, perchè ora vedo più distintamente la mia china e quella degli altri. La nebbia si è diradata, ora so dove sono e quello che accade, mentre i veleni dalla mente si trasferiscono al corpo.
Senza freni, scendo inevitabilmente, ma è soltanto la gravità che s’incolla al mio tempo.
Chi è dio? Si chiede Ungaretti.
Illusioni nel cielo sopra la china.

Veleni e sangue
Scorrono insieme
Un Lungo respiro

Goditi la china, che sia merda o fiori di campo, non importa quello che calpesti.
Quando il corpo va in pezzi, purifica la mente.
Bilancia l’ imbilanciabile scivolando sulla budditha del tuo pendio.

Instabile
Il mondo dei vecchi
Il pavimento di linoleum
Merdosamente immacolato

Un pendio, molti pendii, pendii che s’incrociano, altri che si allontanano, diverse partenze, pendenze differenti, la stessa fine, le stesse paure.
In Zhuangzi l’angoscia della morte ha generato i suoi contrari : la calma e l’accettazione, basta cantare una canzone per capirlo.

La paura nei suoi occhi
La vecchia madre
Uguale alla figlia

Raccogli quello che c’è senza toccarlo, se non capisci tagliati le mani e infilati due tizzoni negli occhi, se capisci allora sei sulla china, ma anche oltre la china, scivoli e finalmente sai che stai scivolando.

Un sorriso
Piccole attenzioni tra vecchi
Chiamalo Amore

Haibun, 28 novembre 2018: nasce Gioele

La nuova esperienza di nonnalità  mi porta inevitabilmente a pormi qualche domanda.   

Accantono subito ogni possibile considerazione e riflessione sull’amore, perchè inutile e superflua,  quindi non mi rimane che affrontare il vero “core business” dell’essere nonno, ovvero:  come si sviluppa una relazione, che vuole essere di qualità, tra due esseri umani che condividono il 25% del DNA, ma che hanno più di 60 anni di differenza ?

Ovviamente non ho, ne cerco risposte, quindi non mi resta che godermi lo zen di questa domanda.

sono padre
oggi nonno
sul sentiero dell’inverno
cadrà ancora qualche petalo ?

Haibun taoista di EG

impotente
vedo il suo dolore
contorcersi

la gioventù è sofferenza
assenza di una mente limpida

Avere a che fare con gli adolescenti significa dirimere dei piccoli grandi drammi.

Io non banalizzo mai i conflitti ed il dolore dei giovani,  perchè so che quello che è banale per me, non può esserlo per loro.

La gioventù è una grande lente d’ingrandimento che deforma le dimensioni e i contorni della realtà che può essere compresa, soltanto togliendosi questi occhiali deformanti.

Purtroppo questi sono occhiali che loro non si possono togliere o mettere a piacimento e spesso qualsiasi azione esterna di spiegazione o conforto diventa inefficace, se non del tutto inutile.

In questi casi, quando si capisce che la loro mente è troppo turbata per accettare qualsiasi parola, non rimane che praticare una compassionevole e silenziosa vicinanza, basta essere presenti, aspettando che la loro acqua ritorni a scorrere limpida.

agire e non agire
dentro la saggezza del Tao
il silenzio di una stanza

Haibun: incontro con Kobayashi Issa

Non cercare di seguire i maestri, ma cerca quello che i maestri cercavano (M.Basho)

c’ero soltanto
c’ero
intorno cadeva la neve

(K.Issa)

sono qui
in uno sbadiglio
sono ovunque
mentre muore un canguro

(E.Gottardi)

I miei limiti mi sono apparsi mentre sbadigliavo, come sono apparsi ad Issa sotto la neve.

Il tempo è ciò che accade quando non accade nient’altro, diceva Feynman
Lo spazio è dove il tempo accade, aggiungo io.

Se Issa o io fossimo stati Dio, allora saremmo stati consapevoli di tutti gli eventi che accadono in tutto l’universo in ogni singolo istante.
Ma non lo siamo, quindi a lui non rimase che restare sotto la neve mentre a me, nel mio sbadiglio.

Entrambi però sapevamo che nella nevicata e nel mio sbadiglio, c’erano miliardi di miliardi di altri eventi : bambini che nascevano, canguri che morivano, insetti che volavano, rane che saltavano, piante che crescevano, fiori che sbocciavano, stelle che esplodevano, pianeti che si formavano, mele che cadevano, altre nevicate e sbadigli.
Sembra che come Issa, ora io sappia davvero tutto, eppure come lui sotto la neve, conosco soltanto il mio sbadiglio.

kitchen-haiku silloge

 

Nell’ottica di vivere intensamente ogni momento della quotidianità, alcuni iscritti al Lab Zen Haiku Italia hanno presentato agli altri membri un racconto breve e un haiku in relazione al piatto che si sta preparando nella giornata o che si è consumato altrove, una specie di piccolo haibun di viaggio nel quotidiano e nella gastronomia. Qui di seguito vengono riportati tutti i lavori , primo tra tutti quello di Andreina Pilia che ha ottenuto il maggior numero di like

 

Andreina Pilia

La pizza napoletana , quella col cornicione alto tanto amata da mia figlia . Ci proviamo : cominciamo con la farina che deve essere bella forte .Dopo una decina di minuti davanti agli scaffali del supermercato , finalmente la scelta , quella più forte che troviamo tra le Manitoba . Tornate a casa cominciano le operazioni di impasto che poi lasciamo lievitare qualche ora . Tra consulti e video su YouTube alla fine sforniamo la pizza più bella e buona che abbiamo mai fatto , in onore ,se non altro, al lavoro minuzioso e di ricerca con il quale è stata condita

Il forno è caldo
Raccolgo il basilico
per la mia pizza

 

Giusy Cantone

Tutta l’afa del giorno pesa sulle gambe ,l’odore prepotente del salmoriglio coi king prows ,pervade ancora la grotta e la divisa
L’ultimo cliente giapponese si perde nelle piccole bollicine della Medina bianca (vino locale) le foglioline di menta che guariscono il piatto si sono asciugate…Non mi resta che aspettare….fuori….un sorso… d’aria fresca
Eppure ancora mi sento straniera in questa terra….cadono stanche le braccia lungo i fianchi e mi stupisco di quanto sollievo possono darmi riflessi di luna nella vetrina

King prows
contorni di luna
nella vetrina

Tania Ballotta

Partiamo dal presupposto che odio cucinare quindi “lo faccio solo per sopravvivenza” ma soprattutto d’estate mi lancio sulle paste/ riso freddi con tutto cio’ che trovo in frigo. Nei momenti di sconforto poi aggiungo maionese come se piovesse!

La maionese
Tutto l’orto nel piatto
si confonde

 

Gabriella De Masi

Tornata dal mare mi sento accaldata. L’ androne dell’ albergo mi accoglie con l’ aria condizionata. Che refrigerio! È ora di pranzo e, dopo una doccia veloce, scendo nella sala-ristorante. Mi rendo conto di non aver fame. Giro pigramente tra i piatti del buffet. Ho voglia di qualcosa di fresco e leggero. Mi dirigo verso la zona delle verdure. Con tutti i colori degli ortaggi penso ad una bella insalata…tutta da disegnare. Sul piatto dispongo due fettine di cetriolo e sopra ciascuna di esse un’ oliva nera: improvvisamente due occhi intensi mi guardano. Ora il naso: un ravanello? No, non ne vedo…oh! Ci sono i pomodorini ciliegini! Ne colloco uno al centro, proprio sotto gli occhi. Due strisce di peperone giallo a mo’ di labbra piegate un po’ all’insù mi sorridono. E i capelli? Ma si…le carote alla julienne. Una bella manciata sul bordo del piatto. Per finire, una foglia di lattuga per cravatta. Ed ecco la più bella faccia da clown che abbia mai creato…tutta da mangiare.

Colori e ortaggi
Il volto di un pagliaccio
dentro il mio piatto

 

Margherita Petriccione

Ho cercato a lungo il posto dove piantarli, negli esigui spazi del mio giardino, e con l’attenzione del neofita ho contato lo svilupparsi di foglie e di viticchi  uno ad uno, ed ora i fagiolini sono colti! In questa afa da record bisogna fare di necessità virtù per cui : cosa è meglio, per la serata torrida che si prevede, di un’insalata di patate e fagiolini, semplice, al limite dell’austerità? Un po’ d’aceto di mele, l’olio preso personalmente al frantoio, lo spicchio d’aglio ( e ce vò!!), e come tocco personale i cucunci dei capperi preparati con le mie manine d’oro… c’è fresco, c’è luna crescente, è la sera di San Giovanni e per fortuna ho un porticato .

irrigatori
un’insalata fresca
la sera…

 

Angela Giordano

La telefonata di mia figlia mi ha rallegrata, a breve sarà qui dopo mesi di lontananza e resto sorpresa della sua richiesta inaspettata: mangiare la “parmigiana”.
Cambiare gusti alimentari è sinonimo di crescita interiore e questo è positivo.
Faccio la spesa scegliendo con cura tutti gli ingredienti…le melanzane fresche ,la mozzarella artigianale ,la salsiccia e le uova paesane ,il basilico che coltivo sul balcone per il sugo.
Sarà un piatto pesante per la frittura delle melanzane ma guardare mia figlia che assapora ogni boccone con vera goduria mi riempie di gioia, io divoro lei con gli occhi, la mia piccolina che ormai è diventata una donna.

la parmigiana-
oggi tutto il sapore
della felicità

 

Pasquale Asprea

Sono in ferie e non ho voglia di cucinare oggi. Qui sulla spiaggia, il sole batte forte, ho fatto una nuotata con la maschera, ho visto un polpo che non sono riuscito a prendere con le mani e mi sono graffiato la mano infilandola nella tana, già lo vedevo con patate, aglio ,prezzemolo e olio ex.vergine…poco male, lui continua a nuotare e io fatta una doccia mi dirigo verso il vicino lido dove penso prenderò spaghetti alle vongole e un insalata di polpo…

Tana di polpo –
uno spruzzo di nero
s’allarga intorno

 

Maria Malferrari

Un piatto tipico assaggiato in un ristorante sotto le Due Torri di Bologna: gnocchi salvia e noci.
Ed eccomi con le mani immerse nella farina, mescolata alle patate che bruciano. Una palla, poi dei rotoli tagliati in tanti pezzetti. Qui, con un gesto sapiente delle dita, spingo ogni pezzetto sulla grattugia, rotolandolo e svuotandolo. Gli gnocchi, gettati nell’acqua bollente, presto verranno a galla. Sono cotti: ora un po’ di burro fuso, due foglioline di salvia dall’angolo ombreggiato del prato e noci tritate. Il noce: un albero secolare che da anni dispensa la sua ombra e che ha visto mio figlio crescere, andando in triciclo attorno al suo tronco e mangiando torte di compleanno, anno dopo anno…

Gnocchi dorati
Noci e salvia dal prato
Un ricordo

 

Angiola Inglese

La mia è una cucina semplice e poco elaborata, cerco di ottenere il massimo risultato col minimo sforzo, con l’aiuto di mio marito che svolge la fase finale, dopo che io ho preparato tutti gli ingredienti. Pesto, pomodoro, salse varie di verdure sono tutte fatte con prodotti dell’orto, così come le marmellate : ho la fortuna di trovare frutta non trattata, anche quando la devo acquistare.
La colazione è il nostro pasto preferito, con vari tipi di pane e fette biscottate , marmellate di almeno tre colori e gusti diversi, yogurt e ..il mio muesli.
Mi piace prepararlo da sola, mescolando vari tipi di cereali , semi e frutta : non ho una ricetta precisa, ne preparo un bel barattolo e ogni volta è una sorpresa, c‘è sempre un gusto nuovo e diverso far gli ingredienti :

grano saraceno-segale- avena
semi di lino – chia-canapa
mirtilli rossi – uvetta di corinto
bacche di aronia – bacche di goji
noci e zenzero, cacao e cannella

nuvole ed afa ,
qualche goccia nell’erba-
orzo e caffè

 

Monica Federico

Durante la settimana la sveglia molto presto e la corsa al lavoro impediscono un’abbondante colazione. Durante il fine settimana, invece, ci concediamo un tempo armonioso e lento. Candele accese sul tavolo, croissants con marmellata (al whisky per me, ai frutti rossi per Ettore) latte e cornflakes, caffè, frutta fresca, e un uovo alla coque. Oggi sull’uovo una sorpresa: una piuma sul guscio! Così vaporosa e innocente che Ettore ha esclamato: “Mamma, prendine un altro. Questo, lasciamolo lì. È troppo bello”.

Giorno di festa-
sul guscio dell’uovo
la piuma bianca

 

Risultati tappa #1 (diario di viaggio) concorso 7 passi sul sentiero di Basho

  • Vincitori di tappa ex equo:
    • Tania Ballotta
    • Gabriella De Masi
  • Menzioni d’onore:
    • Francesco Palladino
    • Maria Malferrari
    • Angiola Inglese
    • Nazarena Rampini
    • Gianni Placido
    • Monica Federico
    • Margherita Petriccione

E’ stato difficile stilare una classifica, in quanto tutte le opere presentate sono state di buon livello, sia per le parti in prosa che per quanto riguarda la forma haiku.

Dopo aver letto e riletto le composizioni, anche a distanza di giorni, per evitare eventuali influenze, legate a miei momenti particolari, alla fine ho concluso che sarebbe stata una forzatura scegliere un solo vincitore e solo quattro menzioni d’onore, in quanto anche le composizioni più deboli, avevano comunque delle particolarità od offrivano dei temi, che andavano premiati.

Se c’è una cosa che ho imparato nella mia vita è che quando le regole non si adattano alla realtà, si devono semplicemente cambiare le regole, con questo spirito,  ho quindi nominato due vincitori e più menzioni d’onore, di quanto avrei dovuto.

Rinnovo i miei complimenti a tutti gli autori,  perchè mi avete complicato non poco il lavoro e le conseguenti valutazioni.

Haibun: il bivio e il koan

C’è la “via della parola” e poi c’è la “Via della parola“.

La differenza?  solo una maiuscola .

La via della parola è percorsa da tutti coloro che scrivono haiku, la Via della parola  solo dai poeti che vogliono diventare veramente consapevoli.

Ma sebbene sia percorsa da tutti i poeti, la grande e larga via della parola presenta sempre un bivio nascosto, non segnalato, che conduce ad un sentiero impervio, che pochi riconoscono, pochissimi affrontano e quasi nessuno percorre.bivioambientale

Percorrendo la mia via della paola, un giorno mi trovai di fronte al mio bivio, su cui si apriva la  mia Via della parola.

Al bivio, ho affrontato me stesso, mi sono seduto, ho tolto le scarpe e mi sono incamminato sulla nuova Via.

La decisione spettava a me solo a me e nessun maestro poteva farlo per me.

Quando ero sulla via della parola, scrivevo di fiori, senza vedere il prato, di alberi senza vedere il bosco, del sole e della luna, senza vedere il cielo, perchè, sulla via della parola, come dice Basho, facevo poesia giocando con le parole.

Adesso che sono sulla Via della parola, scrivo ancora di fiori, ma anche di Fiori, quando vedo il prato, scrivo di alberi, ma anche di Alberi, quando vedo il bosco, scrivo del sole e della luna, ma anche del Sole e della Luna, quando vedo il cielo.

E tutto questo perchè, solo sulla Via della parola, come diceva Basho,  si vede.

E si vede, perchè lo Zen non è nella parola, ma nella mente.

un sasso sulla via
un Sasso sulla Via
una maiuscola la sola differenza

Detto questo, ora c’è però un koan che mi ha aiutato a comprendere la differenza tra una maiuscola ed una minuscola.

Al tempio, il ministro Peixiu guardò un murale sulla parete e disse: “Che tipo di pittura è quella?”
Il priore rispose, “E ‘un ritratto di un grande monaco.”
Peixiu rispose, “Ovviamente si tratta di un ritratto. Ma dov’è il grande monaco? ”
Il priore rimase sconcertato e non seppe cosa rispondere.
Peixiu allora disse: “C’è qualcuno che pratica lo Zen da queste parti?”
Al che il priore disse: “Un monaco lavora in questo tempio e sembra essere un praticante Zen “.
Peixiu chiese di vederlo, così Huangbo fù portato di fronte al ministro.
“Ho una domanda per te, a cui nessun maestro, fino ad ora ha saputo rispondere”
“Dimmi”, disse Huangbo.
Peixiu ripeté la domanda che aveva fatto al priore del tempio.
Huangbo gridando, disse: “Ministro!”
Peixiu rispose , “Sì?”
“Dove sei?” chiese Huangbo.
Peixiu capì immediatamente e disse: “Tu sei un vero maestro”.
Poi chiese a Huangbo di aprire la sala degli allievi e di lasciarlo entrare.

(uno dei 300 koan di Dogen)

Haibun Zen

Non è necessario andare lontano per trovare la verità, a volte bastano due passi in cucina.

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.
Lo dice la fisica, lo dice il Tao, lo dice lo zen, ma soprattutto lo dicono le mie ossa e tre carciofi.

le mie ossa scricchiolano
impermanenti e mondati anneriscono tre carciofi
serata gelida

(EG)