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Esercizio Lab: la poesia dello zen, il vuoto di Kuan Hsiu

Proseguiamo con il secondo esercizio riguardante la poesia che tratta delle verità zen.

Anche qui, lasciatemi sottolineare come queste opere non siano dei koan zen, che sono ben altra cosa, ma solo poesie che hanno come essenza una verità dello zen.

differenti le nostre vie
stessi capelli e barbe da vecchi
mentre le parole uccidono la fede
in primavera io metto fiori in un vecchio vaso funebre

(Kuan Hsiu)

Questa poesia di Kuan Hsiu  s’intitola : “ inseguendo il vuoto di un maestro taoista” e tratta di un confronto, o meglio di un “potere” che lo zen ha derivato, in buona parte dal taoismo.

Kuan è un monaco buddista ed immagina di trovarsi al cospetto di un maestro taoista.

differenti le nostre vie
stessi capelli e barbe da vecchi

Questi due versi iniziali sottolineano l’esistenza delle differenze tra le due pratiche, in quanto buddismo e taoismo, pur avendo molti punti in comune, di fatto non sono perfettamente sovrapponibili.

Pur nelle diversità Kuan riconosce comunque stessa dignità ad entrambe le pratiche, soprattutto  perchè  portano alla saggezza ed ad una comprensione comune.

mentre le parole uccidono la fede

Ovvero, all’inutilità delle parole, quando si vuole raggiungere la verità.

Taoismo e Buddismo zen concordano infatti sull’inefficacia della mente duale, ovvero dell’utilizzo delle parole, che sono sempre duali, come strumento utile per raggiungere la verità.

in primavera io metto fiori in un vecchio vaso funebre

Che fare allora ? ci chiede Kuan ? come si raggiunge la verità?

La risposta è proprio nell’ultimo verso, non ci resta che seguire il vecchio maestro taoista nella ricerca e nella pratica del vuoto.

Così, senza usare nessuna parola, attraverso il “potere” del vuoto, si prende atto della realtà e ci si abbandona ad essa, in modo che la mente, quel vecchio vaso funebre, possa riempirsi di essa: godere semplicemente dei fiori che la primavera ci sta presentando.

Esercizio Lab: la poesia dello zen-uomini e maiali di HanShan

La poesia dello Zen

(da non confondersi con la pratica zen della poesia, che è tutt’altra cosa).

Con la seguente poesia di HanShan, nel Lab inauguriamo una nuova categoria di esercizi, che dettaglierò meglio in un prossimo articolo, in termini di contesto.

L’esercizio consiste nel commentare questa poesia Zen, indicando l’ interpretazione della verità zen contenuta.
L’esercizio serve a prendere coscienza della propria coscienza, perché non si può scrivere una poesia sullo zen, se prima non s’impara a leggere le poesie sullo zen.

I maiali mangiano i cadaveri
Gli uomini mangiano i maiali
I maiali non badano alla puzza dei cadaveri
ma quando un maiale muore, subito gli uomini lo gettano nell’acqua
mentre se un uomo muore viene sepolto lontano
Entrambi poi perdono interesse l’uno dell’altro
Eppure il loto del Buddha nasce nell’acqua bollente
(HanShan, Cina, ottavo secolo)

Esegesi di Elio Gottardi

questa poesia è suddivisibile in quattro parti.
nella prima, HanShan ci mostra l’esistenza della natura del maiale e quella dell’uomo.

I maiali mangiano i cadaveri
Gli uomini mangiano i maiali

nella seconda, le differenze tra queste due nature.

I maiali non badano alla puzza dei cadaveri
ma quando un maiale muore, subito gli uomini lo gettano nell’acqua
mentre se un uomo muore viene sepolto lontano

nella terza, come la morte ponga termine ad ogni conflitto

Entrambi poi perdono interesse l’uno dell’altro

infine, nella quarta, HanShan mostra come la purificazione del Buddha, porti all’illuminazione,  sottolineando che comunque questa Via non sia mai indenne dalle tribolazioni  personali.

Eppure il loto del Buddha nasce nell’acqua bollente

Il cuore e la bellezza di questa poesia è la riproposizione delle quattro nobili verità del Buddha, in termini concreti, in senso zen.
La verità dell’esistenza del dolore, dell’origine del dolore, della cessazione del dolore e la verità della Via che porta alla cessazione del dolore, sono tratteggiate in modo crudo, profondamente zen, ma proprio per questo efficace.

Le quattro nobili verità sono mostrate senza orpelli dottrinali, facendo ricorso ad immagini reali, concrete, comprensibili a chiunque.
Non c’è differenza tra la natura dell’uomo e del maiale, perchè le differenze nascono soltanto dai loro comportamenti, ovvero dalle loro menti, dice HanShan.
La morte è quel denominatore comune che livella poi tutte le differenze, ripristinando l’equilibrio perduto, che riporta tutto nel Tao cosmico e che non distingue più tra uomo e maiale.
Eppure … conclude Hanshan … anche da vivi, anche tra le tribolazioni, si può trovare la libertà e l’equilibrio perduti,  se si percorre la Via del Buddha, che altro non è che la riscoperta della nostra natura, a fronte della rinuncia e morte del nostro ego.

 

 

Lab: eros e haiku

Esercizio del 26 febbraio

Angiola Inglese
un corpo solo –
respiro lentamente
mentre ti guardo

Jeffrey Winke
her seven button
blouse…
three undone

Monica Federico
Notte in albergo-
il reggiseno nero
sfilato in fretta

Daniela Cobaich Mascaretti
un soffio rosso-
le mutandine di seta
scivolano lente

Ermanna Dellavalle
Esposizione
Un fallico suiseki
Stringo le cosce

Miriam Bonvini
umide dita –
nel piacere solitario
il mio profumo

Nuky Kristijno
sounds of your whisper
carresing wild desire
on my rose petals

Margherita Petriccione
veste di seta…
scivola fino ai piedi
una carezza

Andreina Pilia
Accarezzi la seta
Le tue dita e il mio corpo
stesso ritmo

Nicola Piccinini
Puntuti seni
colazione per un uomo
assetato di te

Tania Ballotta
Lungo la schiena
scivolano le dita
Ruvida lingua

Gabriella De Masi
La maglia alzata
I miei seni 
sulle tue labbra

Giusy Cantone
Melone e menta
un vortice la tua bocca
all’improvviso

Maria Malferrari
Carezze all’alba
Da pelle a pelle
scorre un brivido

Kyoko Bengala
Densa e’ la notte
tra le spalle ed il collo
Caldi brividi

Zoé Alef Zel
il vento forte-
sulla mia schiena nuda
tutto il tuo peso

Maurizio Gusmerini
occhi riversi –
e la mano affonda
tra calde curve

Stefano Riondato
Solo le onde
lasciando fuori il mare
Stanotte insieme

Elio Gottardi
inferno e paradiso
insieme –
pallide cosce di una giovane donna

Yin Yang Haiku: comprendere l’armonia

Il Tao generò l’Uno
l’Uno generò il Due
Il Due generò il Tre
Il Tre generò le diecimila creature.
Le creature danno la schiena allo yin ed il volto allo yang
ed il Chi infuso le rende armoniose.
(Lao Tzu)

Non esiste né la verità né l’errore
né il sì, né il no
né una qualsivoglia distinzione, dal momento che tutto,
anche due cose fra loro opposte, sono Uno.
(Chuang Tzu)

La tua vita è l’armonia dove si fondono lo yin e yang.
(Chuang Tzu)

Gli Yin Yang Haiku (Tag del Lab : #yinyanghaiku) sono haiku di consapevolezza, che utilizzano il modello yin yang come strumento di comprensione.

Uno Yin Yang Haiku mostra l’armonia del momento in termini di yin e di yang, senza necessariamente ricerca alcun tipo di bellezza estetica, ma con il solo scopo di mostrare l’armonia di ciò che accade.

Non essendo riconducibile ad alcuno schema formale, ne estetico, è molto difficile da realizzare.

Uno Yin Yang Haiku deriva solo dalla pratica della comprensione dello yin e dello yang, quindi data l’osticità di questa pratica, da non confondere con il modello concettuale che è invece semplice, le relative tecniche di riconoscimento dello yin e dello yang , incluse le loro trasformazioni e il rapporto con un haiku , sono attualmente trattate ed approfondite esclusivamente all’interno del Lab, in un particolare sottogruppo d’interesse.

Ovviamente ogni singola esperienza può generare uno o più Yin Yang Haiku ,  che saranno funzione del livello di comprensione raggiunto dall’autore, per quanto riguarda quell’esperienza.

Cliccate QUI per assistere ad una clip video, come esempio di un’esperienza.

Di seguito i risultati, in termini di haiku prodotti.

#yinyanghaiku

Elio Gottardi

Uno stoppino nel buio
Il click di un accendino
La forma appare

Quasi buio
Una fiammella prende vita
Ossigeno e cera ora bruciano insieme

Penombra
Una candela accesa
Anche honshirabe s’illumina

Stanza fredda
Nella fiamma si scioglie anche il rosso

Honshirabe e una candela
Uno shakuhachi ed una perfetta armonia

Fuoco
La cera cola
Silenziosamente

Pavimento
Sotto la luce
Le ombre diventano più scure