soggetto ambiguo ? principio di causalità haiku

Il principio di causalità compare in diverse discipline : fisica, biologia, filosofia, diritto, buddhismo e probabilmente in molti altri campi.

Ora, senza entrare nei dettagli di queste discipline, che ci porterebbero immediatamente fuori tema, diciamo che il principio di causalità nasce dall’idea che i fenomeni si susseguano unicamente in un processo di causa-effetto, e che tutto ciò che non risponde a questa legge è casuale.

Giro l’interruttore, la lampadina si accende, ovvero a causa della chiusura di un circuito elettrico, ho come effetto l’accensione della lampadina.

Vediamo ora come si possa utilizzare il principio di causalità nella poesia haiku, soprattutto in quelle situazioni ambigue, in cui il soggetto non è ben determinato.

Il caso classico è quando in un haiku sono presenti eventi riconducibili in parte alla realtà ed in parte ad emozioni o sentimenti, pertanto analizzeremo alcuni di questi casi.

Consideriamo la seguente composizione , sottoponendola al principio di causalità.

Bianco roseto
Un piacere desolato
incancellabile

In quest’immagine la visione di un bianco roseto causa un’emozione, forse derivata da un ricordo, un’associazione, non ha importanza, quello che importa è che la realtà causa l’emozione, determinando così il soggetto: vedo il roseto (causa) e provo un piacere desolato (effetto). Ogni volta che questo accade, ovvero quando la realtà genera un’emozione siamo in presenza di un haiku.

Un piacere desolato
Un bianco roseto
Sensazioni incancellabili

In quest’immagine invece, mentre l’effetto è sempre un’emozione (sensazioni incancellabili) , la causa è molto più sfumata, ovvero sia il piacere desolato che il roseto sembrano generare come effetto la sensazione. I due eventi , il sentire piacere e la visione del roseto, non sono correlati, ma sembrano sincronici, ovvero avvenire contemporaneamente. Eventi sincronici sono possibili, ma non quando riguardano la stessa persona, in questo caso l’autore dello haiku. E’ quindi suo il compito di determinare quale evento sia preponderante e quindi si debba considerare come soggetto. Se la sequenza è : piacere > roseto > sensazione, allora siamo in presenza di uno pseudo-haiku, se invece la sequenza è roseto > piacere > sensazione allora siamo in presenza di un haiku. Personalmente, anche se non rigidamente, tendo a privilegiare la sequenza temporale mostrata nel testo, quindi può essere determinante la sequenza dei versi, che in questo caso tenderebbe allo pseudo-haiku.

Un piacere desolato
Incancellabile
Un bianco roseto

In quest’immagine siamo in presenza di un’emozione preesistente, di piacere desolato ed incancellabile, da cui l’autore si libera grazie alla visione di un bianco roseto, che lo riporta alla realtà. In casi come questi, in cui l’emozione o il sentimento sono presenti a priori nell’immagine, dobbiamo parlare di pseudo-haiku. Dal testo, non sappiamo quale sia la causa originaria dell’emozione, però sappiamo che la visione del roseto sposta l’attenzione dall’emozione alla realtà. Il roseto è quindi anche causa, il che lo identificherebbe come soggetto, rivalutando l’opera come haiku. Resta il fatto che l’atmosfera mostrata è prevalentemente illusoria, quindi anche qui siamo di fronte ad un dilemma, pseudo-haiku o haiku ? Sempre a livello personale, io allora guardo alla linea temporale mostrata dal testo, causa ignota > sensazione > roseto > annullamento della sensazione. Il che ci riporta a considerare la composizione come pseudo-haiku.

In conclusione, fermo restando che devono essere sempre presenti qui e ora e stacco, il principio di causalità non fornisce in modo deterministico quale sia il soggetto di un haiku, ma resta un valido strumento per migliorare la comprensione dell’opera in quelle situazioni ambigue, in cui i ruoli che intercorrono tra realtà ed emozioni non sono ben definite.