Tra Le radici di Basho: T’ao Ch’ien

Bevendo vino.
Ho costruito la mia capanna in mezzo alla folla degli uomini,
ma non c’è nessun frastuono, ne di carrozze, ne di cavalli.
Mi chiedi come può essere?
Quando il cuore è puro, allora la terra si distacca.
Cogliendo i crisantemi dalla siepe orientale, vedo lontano, le colline del sud;
l’aria delle colline al tramonto è tersa;
gli uccelli volano in compagnia, tornando ai loro nidi,
e in tutto questo io trovo il vero sapore,
ma più comprendo e meno parole trovo. (T’ao Ch’ien)

T’ao Ch’ien (365-427) fù uno dei principali poeti cinesi nello stile shi delle cinque parole (qui una sua biografia, con ulteriori info – in inglese).

In questa sua poesia , sono evidenti i semi che fioriranno, milleduecento anni dopo, nella poetica di Basho : la genuinità (makoto), l’impermanenza (mujio) , l’unità con la natura (zoka), il distacco (muga).

Perfino la poesia usata come koan è presente.

oltre la forma
1200 anni dopo
lo stesso zen (EG)