Maurizio Gusmerini: “il mio haiku capolavoro”

Puntate precedenti:

Breve premessa. Alcune considerazioni e approfondimenti sono già stati affrontati nelle puntate precedenti, quindi chi vuole avere un quadro più puntuale dei temi trattati è invitato a leggere , in sequenza, i lavori cominciando  da Monica Federico.

Questo lo haiku presentato da maurizio:

 immobile 
l'ombra sul tavolo
fumo dal naso

L’ho scelto perchè mi pare che yugen, karumi e wabi sabi siano presenti in modo equilibrato.
L’essenza che lo caratterizza è l’illusione e la caducità. (Maurizio Gusmerini)

Commento di EG:

Devo dire che appena letto lo haiku di Maurizio, la prima cosa che mi è venuta in mente è stata : “finalmente un haiku facile da commentare!”

Ragionandoci poi sopra , devo dire che la mia prima impressione si è rivelata corretta.

Commento corretto, ma soprattutto poetica rispettata, quindi un’autoanalisi impeccabile.

Una scelta fatta da Maurizo più guardando alla poetica che all’emotività, ed anche questo è un indicatore di maturità.

A mio avviso, anche l’ideale di everywere è rispettato, anche se non è presente esplicitamente ne nello haiku (ma questo è un plus), ne nel commento.

Ed è il fatto stesso che Maurizio non spieghi la genesi del proprio haiku, ma si limiti ad una corretta autoanalisi tecnica che mi da, in qualche modo, la conferma, che il tutto derivi da un processo mentale basato su everywere.

L’unica incertezza che ho avuto è stata di una possibile riduzione alla forma h2ku, ma poi ripensandoci, bene ha fatto Maurizio a restare sul h3ku, per una questione di ritmo, che diventa più evidente, rispetto a quello implicito che un h2ku avrebbe introdotto.

Anche la pragmatica funziona e non vedo correzioni da fare.

Yin e yang sono bilanciati ed in armonia, lo yin di “immobile”, richiama la terra, come “l’ombra”, simbolo principe dello yin, mentre lo yang del terzo verso, “fumo dal naso” ribilancia lo yin dei primi due versi.

Un haiku che mi piace, buona l’immagine, il qui e ora appena accennato, ma presente, l’indeterminatezza sull’ombra che non si sa a chi appartenga, l’impermanenza del fumo e il tutto in un’atmosfera quotidiana, richiamata dalle piccole cose, come la presenza di un tavolo.

Senza scordare che, finalmente ! non c’è nessun accenno di mono no aware. Un “pane secco, di ottima qualità e condito bene” , se dovessi fare una sintesi, in una battuta.

Un haiku che mi ha fatto pensare, oltre all’interpretazione più ovvia, di una sigaretta dopo cena, anche ad un’altra chiave di lettura, ovvero a quella di una sessione di zazen durante una notte fredda, dove il fumo, potrebbe essere il vapore del respiro e il tavolo, quello di una casa o di uno zendo.

Anche per questo lo haiku di Maurizio assume un ulteriore fascino particolare, perchè, per quanto mi riguarda, io credo che quando un haiku presenta più chiavi di lettura, allora comincia ad avvicinarsi alla definizione di capolavoro.

In entrambi i casi , un haiku basato su un “buon momento haiku”, semplice e profondo.

2 pensieri riguardo “Maurizio Gusmerini: “il mio haiku capolavoro””

    1. In effetti non c’è, perchè qui lo abbiamo sostituito con il “qui e ora consapevole”, nella sezione Background è chiaramente indicata la nostra posizione sul kigo e cosa sia “il qui e ora”. Inoltre facendo una ricerca libera con la funzione disponibile nel menù di destra, si possono ottenere ulterioi delucidazioni.

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