Il “momento haiku” spiegato con la meccanica quantistica

Sostenere che si possano scrivere haiku senza basarsi sul “momento haiku”, ovvero senza  restare nel presente, o meglio nel “qui e ora”, è come sostenere che una birra analcolica sia ancora una birra.

Certo una birra analcolica può avere lo stesso sapore, colore ed odore di una birra, ma non sarà mai una birra.

Il momento haiku e il vivere qui e ora”  sono come l’alcol per la birra: ingredienti irrinunciabili nella poesia haiku, tutto il resto è  solo autoillusione.

Il punto cardine è comprendere che  “il momento haiku”  non può essere eliminato dal processo compositivo, pena la sua derubricazione da arte zen a semplice artigianato letterario, magari di lusso, ma sempre artigianato: “haiku come giochi di parole”, come dice M.Basho, o  birre analcoliche, come dico io.

E’ quindi chiaro che la differenza tra un’arte zen e l’artigianato, sta nella comprensione dell’esperienza, del “momento haiku”.

In quest’ottica, qualche tempo fa stavo osservando un mio “momento haiku” e mi sono chiesto cosa ci fosse di prederminato ed invece di variabile, in quella relazione che stavo vivendo e che stavo per cristallizzare in pochi versi.

Ho provato a capire, ma alla fine mi sono arreso, perchè cercare di capire razionalmente il “momento”, mi sono detto è come cercare di capire la meccanica quantistica (MQ) come se fosse un fenomeno di fisica classica.

La MQ è stata studiata, usata ed applicata e tutto funziona, basta guardare un qualsiasi dispositivo elettronico per rendersene conto, ma il punto è che non può essere capita, perchè sfugge alle regole del mondo che percepiamo e in cui viviamo.

feynman-frase2-300x149

In MQ spesso si sente dire che “l’osservatore crea la realtà”, ma questa è una ‘forzatura’ interpretativa, perchè l’osservatore in MQ può anche essere una gallina o un’apparecchiatura, ma non c’è dubbio che la realtà della MQ prevede per l’osservatore un ruolo fondamentale, esattamente come accade per il momento haiku della poesia haiku, intesa come arte zen.

Per esempio, in MQ non si può dire, a priori, dove si trovi o dove si troverà esattamente un determinato elettrone.
L’unica cosa ammessa è la probabilità che l’elettrone si trovi in una certa regione dello spazio, ma a priori non si può avere quella certezza che invece abbiamo quando seguiamo , per esempio, la traiettoria di un aereo con un binocolo.
Senza l’osservatore, in ogni momento, in MQ un elettrone può benissimo essere vicino a noi o su giove, tanto per dire.
In termini matematici, queste probabilità sono contenute in una funzione che viene chiamata “funzione d’onda”.
funzioneondaOvviamente, le probabilità del nostro elettrone saranno molto diverse, alta vicino a noi e molto bassa, su giove, ma il punto è che senza una misura fatta da un osservatore esterno, la realtà è del tutto ambigua e non determinata, esattamente come un haiku potenziale, basato sul “momento” , prima di essere ‘catturato’ e “cristallizzato in parole”.
In MQ , è quindi il processo di misura che riduce concretamente l’insieme dei possibili valori della posizione dell’elettrone ad un solo valore.
Questo fenomeno, tecnicamente, si chiama “collasso della funzione d’onda” ed è anche quello che accade quando un haiku nasce e prende forma da un momento haiku pienamente vissuto.

In MQ, come nella poesia haiku è l’osservatore, che “materializza” in un certo senso le infinite possibilità della realtà, in MQ lo fa attraverso una misura, nella poesia haiku cogliendo lo zen del momento.
Così come la probabilità di trovare una particella nella MQ è data dalla funzione d’onda, nella poesia haiku la probabilità di scrivere un buon haiku dipende dalla capacità dell’autore di cogliere ogni possibile sfumatura dei suoi momenti haiku.
Il che ci porta direttamente ad un’ultima considerazione finale: non c’è nessun momento haiku senza zen.

Per questo, per la poesia Zen, come per la Meccanica Quantistica, il tutto è, e deve essere considerato, solo e soltanto relazione. 

3 pensieri riguardo “Il “momento haiku” spiegato con la meccanica quantistica”

  1. Contentissima di essere normale : la MQ riesco solo ad intuirla, capirla vorrebbe dire essere in grado di spiegarla a mia nonna .
    Un ottimo articolo .

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.