Connessioni: un haiku di Angiola Inglese

Angiola è una poetessa di spessore e talento.

Iscritta dall’aprile 2015, il suo percorso ormai trascende il Lab, come è giusto che sia, anche se continua a prestare servizio da noi come amministratore, cosa fondamentale e per la quale tutti noi la ringraziamo.

Avere amministratori che sappiano anche scrivere è il nostro valore aggiunto, perchè è la dimostrazione implicita della correttezza delle nostre scelte.

fil rouge-
il cielo freddo 
nel tuo silenzio  

(A.Inglese)

La metrica di questo suo haiku è un  2-5-6, per 13 sillabe totali (rouge vale 1), quindi assolutamente fuori dagli schemi classici, ciononostante il risultato è musicalmente armonico, quindi questo haiku è un buon esempio di come vada gestito il ritmo negli h3ku.

Il termine “cielo freddo”  rispetta il “qui e ora” , anche se in forma debole,  nonchè  la sua pseudo-variante kigaiola, in quanto ci riconduce ad uno scenario invernale.

L’individuazione del soggetto è invece ambigua, un giapponese direbbe che c’è molto yugen in questo haiku, io mi limiterò a dire che l’indeterminatezza del soggetto rende questo haiku estremamente affascinante.

Sarà stato infatti il cielo freddo ad aver scatenato la correlazione con la silenziosità di una presenza non ben definita, o viceversa?

Comunque sia, in entrambi i casi, ci troviamo di fronte alla realtà, quindi l’opera è un haiku.

Tutte queste considerazioni svaniscono se però guardiamo all’essenza, perchè qui stiamo osservando una connessione.

E’ mia opinione che spesso la qualità di un haiku abbia a che fare con la capacità di mostrare una connessione, ovvero una relazione.

Zen è connessione, non importa con chi o con cosa , ma soprattutto senza una scala di valori, puoi entrare in relazione con la luna, con chi ami o lo sterco di un cane lasciato sul marciapiede,  tutto va bene, non ha nessuna importanza, perchè l’unica cosa che conta è la relazione, o meglio cogliere la connessione.

Per questo, in un haiku, più il soggetto sfuma e si perde nella relazione e migliore è l’opera.