Riconoscere lo Yūgen: la tecnica checklist

Non esiste una sola parola che esprima lo stato d’animo che i giapponesi chiamano yugen. Per coglierne il significato, dovremmo aprire la nostra mente alle situazioni in cui i giapponesi la usano. (A.Watts)

Yūgen were poetic ideals that dominated Japanese poetry during Shinkokinshū period …….. It is difficult to define it and the meanings evolved over time and even differed among poets of this era. (David Barnhill)

Ci sono molti modi per arrivare a comprendere, ma il modo migliore è partire dalla sorgente. (EG)

yugenSe googlate le parole  “Yūgen  estetica”  troverete 21.300 pagine web e 815 libri, solo per restare all’italiano, su cui potete sbizzarrirvi e farvi un’idea del suo significato.

Oltre che ha richiedere un sacco di tempo, il problema è che, così facendo, starete leggendo le idee di qualcun altro che , molto probabilmente, a sua volta, le ha derivate da qualcun altro ancora.

Io,  lo ammetto, normalmente ho una scarsissima fiducia di quello che scrivono gli altri,  soprattutto se non conosco bene la fonte, inoltre mi piace cavarmela da solo, per cui quando posso io vado alla sorgente.

Il rifiuto è la più prevedibile di tutte le reazioni umane. …….  La funzione dell’Eletto è quella di tornare alla Sorgente …. .  (Matrix Reloaded – L’Architetto)

Yūgen si scrive cosi:

幽玄

ovvero come composizione di due ideogrammi :

Il primo  幽 è ° yōu°  traducibile come:  remoto / nascosto distante / isolato / sereno / pacifico / imprigionato / nella superstizione indica il mondo sotterraneo.

A sua volta  幽 è scomponibile nella seguente serie di ideogrammi:

you Il primo è °yāo° , ripetuto due volte, traducibile con :  minuscolo, piccolo.

Il secondo, che contiene i due °yāo° ,  è  °shān° che significa : montagna, collina, vetta.

Il secondo ideogramma che compone yugen è 玄  “xuàn”: nero, misterioso.

chou

A sua volta 玄 è scomponibile nell’ideogramma ‘tóu’ che significa testa ed ancora in °yāo°.

Yugen allora richiama tutte queste definizioni, oltre alle loro composizioni, che si possono tradurre in immagini.

Ora, tralasciando gli step intermedi e venendo dritti al succo, posso dire che partendo da tutte queste informazioni di base ed elaborandole in termini di immagini, io ho codificato questa serie di mie interpretazioni poetiche del significato di yugen, ovvero yugen come …..:

  • atmosfera diafana
  • il piccolo nascosto nel grande
  • senso di mistero
  • senso di ricerca
  • senso di profondità
  • l’invisibile nel visibile
  • senso di vaghezza e di ombrosità
  • situazione nascosta e misteriosa
  • armonia formata da un grande sfondo ed un dettaglio
  • una bellezza delicata, fragile, suggestiva, timida rapportata ad una imperiosa
  • una bellezza modesta, quieta, silenziosa su uno sfondo imponente
  • momento inaspettato, un evento inatteso, appena scoperto, spontaneo e naturale
  • un’inezia nascosta e quasi invisibile 

Ovviamente tutte queste immagini non si sono generate automaticamente,  a dir la verità non ho nemmeno verificato se siano condivise anche da altri. In realtà la cosa non m’interessa molto perchè comunque questa è la mia interpretazione ragionata di yugen, quindi per me l’unica valida. Mi ci  è voluto del tempo e delle riflessioni continue che, sommate alla pratica dello studio dei maestri, hanno prodotto il suddetto mio personale database di yugen e anche questa è un’attività sempre work in progress che ha a che fare con la pratica dello haiku.

Ora confrontando un qualsiasi haiku con il mio database di immagini di riferimento, mi è abbastanza facile riconoscere la presenza o meno dello yugen. In inglese questa operazione si chiama “checklist”.

Sinceramente non so se questo metodo sia esportabile e quindi utilizzabile anche da altri. Inoltre c’è il rischio che qualcuno utilizzi a pappagallo queste immagini, rinunciando al percorso di miglioramento della propria consapevolezza autoriale, a cui io avrei così contribuito.  Anyway, alla fine mi è sembrato importante indicare un metodo che se applicato ed utilizzato correttamente, può invece essere di forte aiuto al miglioramento della consapevolezza. Ovviamente non indicherò i miei database per gli altri parametri estetici, in quanto è importante il metodo, più che i risultati.

Ora, di seguito, alcuni esempi, di come ho riconosciuto il mio yugen negli haiku dei maestri:

Yugen come atmosfera diafana:

Che fresco / Piedi contro un muro / Sonnellino di mezzogiorno (Basho) 

Yugen come momento inaspettato, evento inatteso, appena scoperto, spontaneo e naturale :

Che cos’è questo ragno / Che cos’è questo pianto / Vento d’autunno (Basho)

Un campo coltivato / Una nuvola immobile / Scomparsa (Buson)

Yugen come armonia formata da un grande sfondo ed un dettaglio – oppure come bellezza delicata, fragile, suggestiva, timida rapportata ad una imperiosa – oppure come senso di vaghezza e di ombrosità:

Boccioli di fiori notturni / La pelle di una donna / Bagliori nel crepuscolo (Chiyojo)

Yugen come senso di ricerca – come invisibile nel visibile.

Nel cielo blu / Scarabocchi e un dito / Fine autunno (Issa)

Ovviamente io utilizzo questo metodo anche in fase di composizione per verificare se ho inserito o meno lo yugen nei miei haiku.

Yugen come senso di un mistero.

Batte il tallone / Ora il Tao è in un filo d’erba / Tra i piedi nudi (EG)

Concludo dicendo che:

  1.  un minimo di yugen è sempre presente nelle opere dei maestri, o almeno io non ricordo di aver letto un’opera di un maestro che ne fosse totalmente priva
  2. senza un minimo di yugen un haiku risulta sempre brutto, o almeno questa è la mia esperienza (il che spiega anche il punto precedente)
  3. c’è di buono che è abbastanza difficile, per chi abbia un minimo di esperienza e talento, scrivere un haiku senza un minimo yugen
  4. aldilà di tutte queste considerazioni, l’importante è saperlo riconoscere

Qui un esempio di haiku senza yugen,  perchè tutto è troppo esplicitato e chiaro,  preso dal web:

Il sole splende – il mare è lontano – che nostalgia

2 pensieri riguardo “Riconoscere lo Yūgen: la tecnica checklist”

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