un haiku zen haiku di Angiola Inglese

C’è una certa differenza tra uno “zen haiku” e un “haiku zen”, che al momento non intendo spiegare.

Ad ogni modo, ogni haiku che si pone sulla Via della parola può essere uno “zen haiku”, un  “haiku zen” oppure entrambi, ovvero uno “haiku zen haiku”.

Di seguito un “haiku zen haiku”  di Angiola Inglese.

giorni più corti-
nel vaso di coccio
l’ultimo limone        (Angiola Inglese)

questo il suo omologo zen:

L’albero verde
La sua ombra così sottile
Nel lungo giorno d’estate   (Zenrin Kushu)

 

 

haiku vuoti

muLa realtà in sè è sempre priva di significato, per questo tutti gli eventi o i fenomeni sono vuoti.

Dire che la realtà è vuota, ovvero priva di significato, non significa però che sia insignificante, ma soltanto averne afferrato la verità zen.

Non è il vento che si muove, non è la bandiera che si muove; è la vostra mente che si muove.   (Hui-neng – 638 – 713, VI patriarca Chan)

Solo la mente colora ed attribuisce dei valori arbitrari a ciò che osserviamo riempiendoli poi di significato, quindi senza questa comprensione non ci può essere haiku, ma solo rispettabile poesia.

Un poeta di haiku sa sempre distinguere tra  mondo reale e modo illusorio, sa determinare ciò che è, da ciò che non è, e sa destreggiarsi tra i giochi d’ombra creati dalla mente.

Un poeta di haiku non si lascia condizionare dalle emozioni o dai sentimenti, li può usare, ma non ne rimane invischiato, per questo è consapevole, per questo è libero, per questo ama.

tutto è vuoto
tutto è pieno
sopra la terra e sotto il cielo   (EG)

piscio sui tramonti
sputo alla luna
io amo
(EG)

Antinomie

janus

 

impresentabile
marcio
cianfrusaglia
ma questo vecchio cuore
può ancora fiorire

questa poesia di Kengei, poeta giapponese del nono secolo, che ho asciugato all’essenziale, parla delle antinomie della natura umana.

Su questa questione, nel capitolo 2 del Tao The Ching,  Lao Tze entra in profondità  dicendo chiaramente come l’azione sia pura non quando è etica, ma quando è libera da ogni condizionamento.

NUTRIRE LA PERSONA

Sotto il cielo tutti
sanno che il bello è bello,
da qui il brutto,
sanno che il bene è bene,
da qui il male.
E’ così che
essere e non-essere si danno nascita fra loro,
facile e difficile si danno compimento fra loro,
lungo e corto si danno misura fra loro,
alto e basso si fanno dislivello fra loro,
tono e nota si danno armonia fra loro,
prima e dopo si fanno seguito fra loro.
Per questo il santo
permane nel mestiere del non agire
e attua l’insegnamento del non detto.
Le diecimila creature sorgono
ed egli non le rifiuta
le fa vivere ma non le considera come sue,
opera ma nulla si aspetta.
Compiuta l’opera egli non rimane
e proprio perché non rimane
nulla gli vien tolto.

Mumon sintetizza tutto in due versi.

La Grande Via è senza porta, avvicinata in mille modi.
Una volta oltrepassata la soglia, si volerà attraverso l’universo.

A me, che guardo alla poesia come pratica, è venuto naturale, attingere a dei vecchi ricordi, per accedere alle mie antinomie.

discesa dal San Matteo
dallo zaino una birra calda e imbevibile
deliziosa
dopo questo fresco torrente