h4ku: le linee guida del Lab

Dopo aver trattato la forma breve h2ku, vediamo ora la forma più lunga per un haiku,  che, fino ad oggi, a quanto mi risulta, non ha riscosso molta considerazione, perchè, secondo me, non è stata capita.

Il ritmo

Innanzitutto, il pattern su 4 righe (h4ku) è particolarmente adatto quando è necessario dare più ritmo e quindi energia, alla propria composizione.

Festa di compleanno
Sulla montagna
Il limite della luce
Alto

In questo h4ku di Margherita Petriccione, le prime tre righe mostrano tre immagini di un’unica realtà avente come soggetto “il panorama durante una festa”, mentre l’ultimo verso è soltanto un attributo della terza immagine, che mette in risalto il confine tra luce e ombra.
A rigor di logica, questa composizione, proprio perchè riferibile a 3 immagini, potrebbe essere strutturata su un pattern a tre righe (h3ku), ma come vedremo, il risultato non avrebbe la stessa forza.
Infatti consideriamo le due alternative possibili in formato h3ku:

Festa di compleanno
Sulla montagna
Il limite della luce alto

Festa di compleanno
Sulla montagna
Alto il limite della luce

In entrambi i casi la necessità di una pausa sul terzo verso è evidente, ed è proprio la mancanza di ritmo che finisce per appiattire e rendere decisamente molto meno attraente l’intera composizione, nel formato h3ku.
Le 4 righe risolvono il problema, ridando il giusto e dovuto respiro all’intero haiku.

Dare più ritmo equivale a dare energia, quindi introdurre una pausa può essere, a volte, la soluzione migliore, quando si ha la percezione che il nostro haiku sia troppo piatto.

L’incomprimibilità

Nella composizione precedente, ogni parola è indispensabile quindi, non essendoci nulla di superfluo, possiamo dire che è incomprimibile.

Premesso che l’incomprimibilità è una sfida mentale che deve sempre essere attiva, in chi scrive haiku e che io ritengo più intrigante rispetto a qualsiasi forma fissa, il pattern a 4 righe, essendo virtualmente più ampio rispetto ai pattern a due o tre righe, può essere più critico, da questo punto di vista.
Quindi, non bisogna cadere nell’errore di credere che h4ku significhi necessariamente haiku più lunghi, perchè si possono scrivere h4ku anche estremamente corti, come dimostra questo bellissimo esempio, tutto basato sul ritmo.

beneath
leaf mold
stone
cool stone

(Marlene Wills)

Il ritmo è sempre legato alla lingua, quindi qualsiasi traduzione vanificherebbe il ritmo originale, esattamente come accade quando si traspone un haiku giapponese in una lingua occidentale.
Chi vuole può tradurre questo haiku, confrontando poi il ritmo della sua traduzione con quello originale, ebbene sarà impossibile riprodurlo esattamente.
A quanto mi risulta, noi del Lab siamo gli unici a porre attenzione al ritmo ed alla musicalità, come elementi imprescindibili di un buon haiku, il che porta inevitabilmente ad una considerazione, che faccio spesso:

le vie compositive sono molte e sono sempre legate alla lingua, mentre è lo spirito poetico che è unico ed universale.

La trappola della lunghezza

Come dimostra lo haiku precedente, la prima trappola in cui non cadere è quella di pensare che il pattern a 4 righe sia un “contenitore” per haiku “brodosi”, ovvero per tutti quegli haiku che invece, con un po più d’attenzione, si potrebbero condensare.

Scrivete sempre utilizzando il minor numero di parole possibile, questo è il corretto insegnamento.

Il momento haiku esteso

Nel Lab, come indicato dalla nostra mission, stressiamo molto il concetto di haiku vissuto come realtà, ovvero quello che viene universalmente indicato come “momento haiku”.
La realtà è però sempre qualcosa di molto complesso e di variegato, anche quando viene condensata in un istante.
Basti pensare agli input rappresentati dai cinque sensi, per capire come un haiku rappresenti sempre un’immagine inevitabilmente limitata ed incompleta, rispetto alla realtà vissuta.

Normalmente, un momento haiku modella la realtà attraverso un’immagine iniziale, uno sviluppo ed una immagine conclusiva.
Sinteticamente, allora possiamo dire che un h3ku sia:

immagine iniziale
sviluppo
immagine finale

Normalmente il testo che  “soffre maggiormente” , negli h3ku, è quello dedicato allo sviluppo, che è anche il cuore di un haiku e ne determina spesso anche la qualità complessiva.

La tecnica del pivot può risolvere questo aspetto, ma a volte, può risultare insufficiente.
Pertanto, ogni qual volta si voglia ampliare il respiro di un haiku, ovvero si voglia estendere “quello che accade”, allora si può ricorrere ad un h4ku come soluzione strutturale di riferimento.
Questo significa che un h4ku avrà come possibile modello di riferimento concettuale :

immagine iniziale
sviluppo
sviluppo
immagine finale

Vedremo ora alcuni esempi, presi da Lab, che dovrebbero far comprendere meglio questo aspetto.

sole a mezzogiorno
ondeggia l’asfalto
chiuse le palpebre
ondeggiano gli occhi

Questo h4ku di Zoé Alef Zel ricalca esattamente lo schema suggerito, mentre ad un attento lettore non sarà probabilmente sfuggito, come questo haiku sia interpretabile anche come il risultato di un incastro di due h3ku nascosti, ovvero:

sole a mezzogiorno
ondeggia l’asfalto
ondeggiano gli occhi

sole a mezzogiorno
chiuse le palpebre
ondeggiano gli occhi

Se uniamo e depuriamo dalle ridondanze questi due h3ku, ecco che otteniamo lo h4ku di Zoe.

Il momento haiku è quello di un assolato mezzogiorno, dove si sviluppano contemporaneamente due eventi: l’asfalto che sembra ondeggiare e le palpebre che si chiudono, finendo per far ondeggiare gli stessi occhi.

Stesse considerazioni per quest’alto haiku sempre di Zoe:

piove
un gatto nel fienile
senza orologio
ed è già notte

Usate quindi la tecnica dell’incastro, per mostrare al meglio il vostro “momento haiku esteso”.

Haiku su colonna

A volte nemmeno le 4 righe possono bastare, in questi casi possiamo parlare di haiku su colonna, ovvero basati su una struttura che richiama la verticalità delle scritture orientali.

Ecco un esempio di un mio haiku su colonna:

estate
temporale
un solo fragore
tuoni
vetri scossi
e sirene
(EG)

Qualche esempio aggiustabile

Sulla base delle linee guida fin qui espresse, vediamo ora anche qualche composizione, sempre prese dal Lab, che richiede invece un qualche aggiustamento e che sono state scritte, su mia richiesta, in modo del tutto istintivo e senza indicazioni da parte mia.

Evidenziati in rosso i punti critici.

Vento
Un petalo nell’aria
Un mio respiro
ed è caduto

comprimibile:

Vento
Un petalo 
Un respiro
ed è caduto


Beach volley
La palla in volo
per un attimo
nasconde il sole

momento esteso migliorabile, soprattutto nel terzo verso, che non aggiunge valore al momento:

Beach volley
La palla in volo
Trema la rete
Nascosto il sole


mille nuove ombre
nel primo mattino 
appena sfornato
profumo di pane

comprimibile e migliorabile come momento, soprattutto nell’immagine iniziale:

primo mattino
nuove ombre 
appena sfornato
profumo di pane


Tramonto
l’orlo di un burka
sull’onda
un gabbiano

meglio come haiku in colonna

 

Tramonto
un burka
un orlo
sull’onda
un gabbiano

2 pensieri riguardo “h4ku: le linee guida del Lab”

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