La forma h2ku … le due righe

Raggiunta la maturità, i poeti più sensibili, liberati dalle zavorre, prima o poi sperimentano la forma sulle due righe.

Personalmente ritengo questa forma (che io chiamo h2ku) più difficile da risolvere rispetto a quella classica su tre versi (h3ku), ma proprio per questo, la ritengo anche più affascinante.

David  Grayson di HSA ha analizzato la forma su due righe per la lingua inglese.

Io di seguito l’ho aggiustata per l’italiano.

Lo stacco

La prima difficoltà riguarda la comprensione dell’energia da dare allo stacco semantico, che deve essere sempre presente e che in un h2ku deve essere maggiore rispetto ad un h3ku.

Prenderemo ora in considerazione alcuni casi di studio pubblicati nel Lab.

sorrido al vento
che si porta via il mio ventaglio aperto

(A. Pilia)

Qui lo stacco c’è, ma è debole per un h2ku, in quanto viene vanificato dall’immagine del secondo verso che richiama il primo attraverso quel  “che”.
Se in un h3ku possiamo non interessarci troppo di questo aspetto, in un h2ku dobbiamo prestare necessariamente più attenzione.

Infatti, meglio questa versione corretta:

sorrido al vento
il ventaglio aperto portato via all’improvviso

Questa versione presenta uno stacco molto più netto ed il vento viene richiamato implicitamente e non più esplicitamente, quindi lo stacco risulta più forte ed efficace, migliorando il risultato complessivo.

Il ritmo

La seconda difficoltà riguarda la gestione del ritmo.
Normalmente le tre righe, grazie al pattern corto-lungo-corto, scandiscono il ritmo in modo naturale, mentre al contrario, il ritmo in un h2ku va costruito con attenzione.

Il ritmo in un haiku è determinato dalle pause che possono essere esplicite o implicite.

Le pause esplicite sono determinate dalle righe, quelle implicite risiedono invece all’interno di un verso.

Le pause implicite sono fortemente legate alla lingua, quindi un h2ku non solo è più difficile da scrivere, ma anche da leggere, perchè solo chi conosce perfettamente la lingua può riconoscere ed apprezzare queste sfumature di ritmo.

Consideriamo questo h2ku

Rulli di tamburo
Il trattore pettina la sabbia 

(G. De Masi)

Questo haiku ha un forte stacco ed una solo pausa esplicita, in quanto il secondo verso non presenta nessuna discontinuità, ovvero si legge come un unico periodo senza interruzioni, nella forma sintattica classica italiana: soggetto-predicato-complemento.

Dare implicitamente ritmo, ad un h2ku in italiano, significa invece spezzare la fluidità della sintassi passando, per esempio in questo caso, dalla forma attiva a quella passiva.

rulli di tamburo
la sabbia ^ pettinata da un trattore

In questo h2ku la pausa implicita indicata con il segno  ^ , cade naturalmente dopo sabbia ed è prodotta inconsciamente, in lettura, dall’assenza dell’ausiliare  “è”, che ci aspetteremmo essere presente, come richiesto dalla forma passiva.

Ora abbiamo 2 pause, quindi un miglior ritmo, paragonabile a quello di un h3ku

Altro esempio, dello stesso tipo:

Origano e menta
Il maestrale mi sussurra alle orecchie

(A. Pilia)
—————–
Origano e menta
Nelle orecchie il sussurro del maestrale

(correzione di Angiola Inglese)

Altro esempio, più complesso, ma per questo anche più intrigante, dal punto di vista del ritmo e del suo sviluppo è il seguente h2ku :

silenzio
qui e là dal bosco voce di grilli

(M. Malferrari)

Che io ho invece sviluppato in:

qui e là il silenzio
qui e là il frinire dei grilli

La versione originale si prestava a diverse soluzioni, per quanto riguarda il ritmo

  1. silenzio
    qui e là ^ dal bosco voce di grilli
  2. silenzio
    qui e là dal bosco ^ voce di grilli
  3. silenzio qui e là
    dal bosco voce di grilli

Un buon poeta di h2ku deve riconoscere tutti i possibili ritmi e, nel caso, sfruttarli al meglio, per migliorare la qualità complessiva della sua opera.
Da qui, la mia soluzione

qui e là ^ il silenzio
qui e là ^ il frinire dei grilli

In questa soluzione, le pause sono diventate 3 migliorando il ritmo, anche rispetto ad una possibile soluzione classica su 3 versi

La mancanza del pivot

Un ulteriore ragione che complica non poco la vita ad un poeta di h2ku è la mancanza del verso-parola pivot, che invece è tipicamente presente nella forma h3ku.

Lee Gurga definisce il pivot  come:  quella parola o verso, che incastra tutto ciò che viene prima con tutto ciò che viene dopo, in modo che tutto lo haiku sembra ruotare intorno a questa parola o verso.

Senza volermi dilungare ulteriormente su questo aspetto, diciamo che in un h3ku, la presenza del pivot permette di migliorare profondità, ritmo o senso di un haiku.

Un h2ku presenta, per forza di cose, due sole immagini, basta vedere gli esempi precedenti, per rendersene conto, quindi è più complesso da impostare rispetto ad un h3ku, dove il pivot può essere sfruttato per migliorare la qualità dell’immagine globale.

Lo spazio

Molto brevemente, anche perchè è lapalissiano, possiamo dire che le tre righe sono un pattern più flessibile, entro il quale sviluppare soggetto ed essenza di un haiku, mentre le due righe offrono uno spazio virtualmente minore, in cui diventa possibile perdere più facilmente anche la musicalità e la profondità.

Pertanto, se non si gestisce bene lo spazio, soprattutto in termini di pragmatica, lo h2ku risulterà inevitabilmente piatto.

Il kigo

Sempre in termini di spazio, gli amici kigaioli, ovvero coloro che perseverano nel pensare che il kigo sia un elemento obbligatorio nella forma haiku occidentale, hanno un ulteriore problema.

Un h2ku è normalmente più corto di un h3ku, mentre spesso un kigo occupa un’intera riga in quest’ultima forma.

E’ allora ovvio, che inserire un kigo in un h2ku risulta difficoltoso.

Noi del lab, abbiamo risolto il problema, adottando la funzione di “qui e ora”, che rende più facile scrivere haiku indifferentemente dalla forma.

I fattori combinati

E’ evidente che , combinando tutte queste difficoltà,  la forma su due righe diventa materia per i poeti più esperti e dovrebbe essere affrontata solo dopo un’adeguata maturazione.

I pro

D’altra parte la forma h2ku, se si superano le sue numerose trappole, offre risultati più potenti, rispetto agli h3ku tradizionali, come spero dimostrino i seguenti esempi:

un campo da tennis deserto
il vento attraverso la rete      (G.Hotham)

ma vaffanculo !
una volvo e il semaforo rosso     (EG)

spaghetti al pomodoro
occhi al cielo e una macchia di sugo (EG)

Incendi estivi –
cade un pesce dal Canadair     (P.Asprea)

macchie sulle mani e le ortensie
crepuscolo      (M.Petriccione)

così scure le macchie sulle foglie –
caffè in giardino     (A.Inglese)

 

 

 

3 pensieri riguardo “La forma h2ku … le due righe”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.