Un esercizio del Lab che si è rivelato particolarmente difficile

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L’esercizio proposto nel Lab consisteva nel “commentare”, con un haiku, questa opera di Escher del 1948 ed intitolata “mani che disegnano”.

Escher è famoso per i sui paradossi visivi e l’effetto è un enigma irrisolvibile, quasi fosse un koan zen.

Infatti, quale delle due mani disegna l’altra?

Una risposta-soluzione è impossibile.

Un haiku che volesse quindi commentare quest’opera dovrebbe quindi avere le seguenti caratteristiche:

  • soggetto = mani che disegnano, ovvero il riferimento all’opera di Escher
  • essenza = il concetto di paradosso, ovvero la trasmissione al lettore dell’arrendersi della mente, di fronte ad un enigma irrisolvibile.

Ci sono due tecniche, che ho illustrato nel Lab,  che possono raggiungere lo scopo e che ho chiamato per assonanza e per similitudine, ma la loro applicazione si è rivelata difficile per tutti coloro che hanno provato a svolgere quest’esercizio.

Ecco due esempi del loro uso, relativamente a quest’esercizio, composti entrambi da me.

mani che disegnano
come neve in un deserto  >> immagine paradossale per assonanza
si scioglie la mente

Escher come koan >> koan come similitudine di paradosso
mani che disegnano
la mente traballa

1 commento su “Un esercizio del Lab che si è rivelato particolarmente difficile”

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