Gutei solleva un dito

gutes-fingerOgni qualvolta al Maestro Gutei si chiedeva dello Zen, lui semplicemente sollevava il dito.
Una volta un visitatore chiese ad un allievo di Gutei, “Cosa insegna il tuo maestro?”
Il ragazzo subito sollevò il suo dito.  Sentendo ciò, Gutei tagliò con un coltello il dito del ragazzo.
Il ragazzo, gridando di dolore, cominciò a fuggire.
Gutei lo chiamò, e quando lui si voltò, Gutei sollevò il dito.
Il ragazzo fu improvvisamente illuminato.
Quando Gutei era prossimo a morire, egli disse ai suoi monaci, “io ricevetti un unico dito-Zen da Tenryû e lo usai per tutta la mia vita, ma ancora non l’ho esaurito”.
Appena ebbe finito di dire questo, lui entrò nell’eterno Nirvana.

L’illuminazione di Gutei e del ragazzo non è dipesa dal dito.
Se capite questo, Tenryû,  Gutei, il ragazzo e voi stessi state tutti correndo verso uno spiedo. (commento di Mumom)

Questo koan di Mumon, parla di autenticità e di scopiazzature e ci dice che l’autenticità non sta nel cosa, ma nel come.

Lo zen non sta nel dito di Gutei, almeno quanto l’autenticità di un haiku in italiano stia nel numero di sillabe o nell’uso del kigo.

Ma allora? dove sta?

Ancora una volta Basho ci indica la Via.

Non cercare di seguire i maestri, ma cerca quello che i maestri cercavano (M.Basho)

kigaioli e ragionieri
zenisti da tastiera
Maestro Gutei, quante dita da tagliare!

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