Esercizi di consapevolezza haiku: l’osservazione consapevole

Dal dizionario della lingua italiana:

  • Guardare: volgere lo sguardo su qualcosa o qualcuno.
  • Vedere: cogliere con la facoltà della vista.

La differenza tra le due azioni sta nel saper cogliere, intuire, capire, comprendere.

Haiku è imparare a vedere (EG)

 

Nella quotidianità non consapevole, il  guardare è l’azione che svolgiamo normalmente, ovvero tutte le volte che volgiamo il nostro sguardo verso qualcosa o qualcuno, in modo che la nostra mente poi attivi una reazione fisica o mentale.

Guardare : ho fame! allora apro il frigo, riconosco una mela, la prendo, la sbuccio e la mangio. Tutto questo automaticamente.

Nella quotidianità consapevole, sostituiamo il guardare con il vedere.

Vedere:  ho fame! comprendo che sto aprendo il mio frigo, con un gesto unico ed irripetibile, comprendo che sto  guardando una mela unica  ed irripetibile, comprendo che la sto prendendo, con un gesto unico ed irripetibile, comprendo che la sto sbucciando e mangiando, in modo unico ed irripetibile.

La grande differenza, tra il guardare ed il vedere , sta nell’avere la mente piena o vuota, come spiega questa storiella.

Il maestro Nan-in  ricevette la visita di un professore che era andato per interrogarlo sullo Zen.

Nan-in gli servì il tè, riempì  la tazza al suo ospite e poi continuò a versare.

Il professore guardò traboccare il tè, poi non riuscì più a trattenersi. «E’ ricolma. Non ne entra più!».

«Come questa tazza,» disse Nan-in «tu sei ricolmo delle tue opinioni e congetture. Come posso spiegarti lo Zen, se prima non vuoti la tua tazza?».

Se avete “tarato” la Vostra consapevolezza con lo zazen, allora dovreste essere consapevoli di quanto una mente piena azzeri il rapporto con la realtà, ovvero la inquini.

Ma come si fa a vedere la realtà quotidiana senza inquinarla con la mente?

Lo zen, come risposta , dice :  allenati !  in modo da ottenere una mente zen, una mente meditativa, una mente ricettiva, ovvero in una sola parola vuota.

L’esercizio per una mente zen è un traguardo fondamentale per chi vuole scrivere haiku.

Un traguardo indicato anche da Basho.

Ora vedremo un semplice esercizio, in grado di migliorare la consapevolezza, quindi il vedere la realtà e di conseguenza anche l’individuazione dei possibili soggetti di un haiku.

L’esercizio non è alternativo allo zazen, ma complementare.

La consapevolezza in zazen è soprattutto rivolta alla mente ed al corpo, questo esercizio invece agisce come moltiplicatore del livello di attenzione verso l’esterno, quindi opera come un volano di riconoscimento di quei fenomeni, che normalmente ormai ci sfuggono e che non vediamo più.

Il livello di consapevolezza non é certamente correlabile anche ad un possibile miglioramento stilistico, ma sicuramete deve far parte del bagaglio di un autore di haiku.

Esercizio di osservazione consapevole

Fai un respiro.

Prendi un qualsiasi oggetto e guardalo.

Fai un respiro.

Mentre osservi quest’oggetto, diventa consapevole della poca attenzione che gli stai prestando, diventa consapevole di come la tua mente lo stia banalizzando,  quindi interrompi i pensieri, consci ed inconsci e guarda l’oggetto come se fosse la prima volta.

Fai un respiro.

Mentre osservi quest’oggetto, diventa consapevole del fatto che, siccome sai cos’è, allora non gli stai dando la tua piena e totale attenzione, non stai provando stupore, la tua mente ti distrae, ti sta conducendo altrove e quindi chiediti perchè la tua mente agisce così.

Fai un respiro.

Diventa consapevole del fatto che, siccome la tua mente conosce quell’oggetto, allora tu non riesci a concentrarti totalmente su di esso, notando ogni più piccolo particolare.

Fai un respiro.

Ripeti questo esercizio guardando un qualsiasi fenomeno atmosferico.

Esci di casa e guardati attorno, stai guardando o vedendo ?

Prendere coscienza della propria inconsapevolezza, porta alla consapevolezza.

Fino a quando ti limiterai a guardare, prima o poi avrai grossi problemi con lo scrivere haiku.

Scrivere diventerà complicato, allora darai la colpa alla mancanza d’ispirazione, comincerai con il ripeterti, la genuinità e la freschezza ti abbandoneranno e passerai a qualcos’altro.

Allora prendi coscienza che l’ispirazione non esiste, che il vero problema sei tu: smetti di guardare e comincia a vedere.

2 pensieri riguardo “Esercizi di consapevolezza haiku: l’osservazione consapevole”

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